Dignità e deontologia, l’Ordine dei Giornalisti richiama al rispetto delle regole sui suicidi
Non è un caso che proprio oggi l’Ordine dei giornalisti di Sicilia richiama con fermezza tutti i colleghi al rigoroso rispetto delle regole deontologiche che tutelano la dignità delle persone e il diritto dei cittadini a una corretta informazione.
Oggi, infatti, a Modica la notizia di un suicidio di un padre di famiglia con tre bambini ha scatenato tutti, leoni da tastiera sui social e giornalisti. Noi de Domani Ibleo, come sempre abbiamo scelto di non dare la notizia. Noi abbiamo una linea, anche se ognuno è libero di fare ciò che vuole, anche non rispettare le norme dettate dall’ordine di appartenza. A noi preme fare sapere ai lettori perchè non scriviamo di suicidi.
L’ordine dei Giornalisti nella nota di oggi scrive: “In particolare, si ricorda che la diffusione di foto e generalità di una persona che si è tolta la vita, in assenza di un chiaro e prevalente interesse pubblico, costituisce una grave violazione dei principi sanciti dalla Carta di Treviso, dal Testo unico dei doveri del giornalista e dal nuovo Codice deontologico”.
L’Ordine invita redazioni e singoli cronisti a prestare la massima attenzione nella selezione e nella presentazione delle notizie, ricordando che la libertà di stampa si fonda sulla responsabilità e sul rispetto della persona.
Nuovo codice deontologico
Nel dicembre 2024, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha approvato un nuovo codice deontologico, in vigore da giugno 2025, introducendo importanti aggiornamenti per il mondo dell’informazione.
Tra le novità più significative, l’inserimento di un’intera norma dedicata al delicato tema del suicidio e dell’autolesionismo: l’articolo 15. Questo segna un punto di svolta nella responsabilità sociale dei giornalisti italiani, che ora dispongono di linee guida precise per trattare argomenti così sensibili senza ledere la dignità delle persone coinvolte e senza alimentare pericolosi fenomeni di emulazione.
L’articolo 15 introduce norme stringenti e chiare per la trattazione dei casi di suicidio, tentato suicidio e atti di autolesionismo, ponendo al centro il rispetto per le vittime e per i loro familiari, oltre alla necessità di evitare qualsiasi contenuto che possa stimolare condotte emulative. Le principali disposizioni comprendono:
– Riservatezza sull’identità: L’identità della vittima o informazioni che ne consentano l’identificazione possono essere diffuse solo in presenza di un evidente interesse pubblico o rilevanza sociale o giudiziaria.
– Essenzialità dell’informazione: Si richiede una narrazione sobria, lontana da sensazionalismi, evitando titoli accattivanti o immagini inopportune.
– Rifiuto delle semplificazioni: È vietato ricorrere a spiegazioni semplicistiche o a stereotipi sulle cause che hanno portato al gesto.
– Cautela nei dettagli: La descrizione dettagliata delle modalità, dei luoghi e delle circostanze dell’evento deve essere evitata per non incorrere nel rischio di emulazione.
– Gestione dei social network: Viene ribadita l’importanza di usare cautela nei collegamenti ai profili social delle vittime o nell’inserimento di contenuti tratti da questi.
– Rispetto per i familiari: La cronaca deve essere rispettosa della sofferenza delle famiglie coinvolte, tutelandone la privacy.
– Promozione della prevenzione: Si incoraggia la diffusione di informazioni utili sui servizi di aiuto e prevenzione, come i numeri verdi per il supporto psicologico.
Un equilibrio tra diritto di cronaca e tutela delle persone
Il nuovo articolo 15 rappresenta una risposta concreta alle richieste avanzate negli ultimi anni da esperti, associazioni e organizzazioni impegnate nella salute mentale, che hanno sottolineato l’impatto potenzialmente dannoso di una narrazione inappropriata. Studi scientifici hanno infatti dimostrato che una copertura mediatica dettagliata e sensazionalistica può influenzare comportamenti imitativi, noti come effetto Werther.
Ed ecco perchè noi de Il Domanoi Ibleo, non daremo mai una notizia di un suicidio. I nostri lettori capiranno, altri no. Ce ne faremo una ragione.



