Torrette arancioni nei comuni iblei: spesi migliaia di euro ed ora rischiano di diventare inutili

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In tutta Italia è iniziato il primo censimento ufficiale degli autovelox. Per sessanta giorni, Polizie locali, Stradale, Carabinieri, Comuni e Province dovranno registrare i propri dispositivi sul Portale dell’Automobilista.

Senza registrazione, dal 30 novembre gli autovelox e i dissuasori non potranno più essere utilizzati per elevare contravvenzioni.

Ogni amministrazione sarà obbligata a dichiarare marca, modello, numero di matricola ed estremi di approvazione. Una vera e propria carta d’identità elettronica che confluirà in un archivio centralizzato e pubblico. Per la prima volta, i cittadiini potranno avere trasparenza assoluta su strumenti che, per anni, hanno alimentato polemiche e sospetti. Si tratta infatti di involucri che possono contenere un misuratore di velocità, ma spesso sono vuoti e servono solo come deterrente molto molto costoso.

Il nodo irrisolto: omologazione e multe annullate

Mentre lo Stato chiede chiarezza agli enti locali, resta però un enorme vuoto normativo: da oltre 30 anni manca il decreto che definisca con precisione chi e come debba omologare i dispositivi. La conseguenza è che migliaia di verbali restano appesi a un filo. Numwrose multe sono state annullate, insieme alla decurtazione dei punti patente, proprio per la mancanza di un’omologazione formale. In questo scenario, la scelta dei Comuni iblei di investire in torrette arancioni appare ancora più discutibile.

Ragusa: sei torrette da oltre 5.000 euro

Il Comune di Ragusa, con determina del 7 ottobre 2019, ha deciso l’acquisto di sei dissuasori Velo OK dalla ditta Globex MVR di Perugia, per una spesa complessiva di 5.002 euro IVA inclusa. L’installazione era avvenuta in via sperimentale nei pressi del nuovo ospedale Giovanni Paolo II, dove si erano registrati episodi di eccesso di velocità. Dopo sei mesi di noleggio, l’amministrazione decise di procedere all’acquisto definitivo.

Oltre ai box, la spesa compredeva sostegni e cartelli di segnalazione, oltre a un anno di manutenzione ordinaria contro danni e vandalismi. Ora, con il censimento ministeriale, Ragusa dovrà dichiarare ufficialmente tutti i dati tecnici dei dispositivi. Non più semplici “scatole arancioni”, ma strumenti con un’identità tracciabile.

Modica: dieci box ricondizionati nel 2021

Ancora più significativa la scelta di Modica. Nel 2021 l’amministrazione ha acquistato 10 box dissuasori ricondizionati dalla ditta Blindo Office Energy S.r.l. di Valenza (AL), con un costo complessivo di 6.100 euro (5.000 + IVA).

I dispositivi sono stati installati in aree considerate critiche per l’eccesso di velocità:

  • Contrada Mauto
  • Via Sorda Scicli
  • Via Quartarella
  • Via Sant’Angelo
  • Via Sorda Sampieri

L’obiettivo dichiarato era ridurre il rischio di incidenti sulle arterie periferiche. Ma anche in questo caso, con l’arrivo della carta d’identità elettronica, i box dovranno essere censiti e identificati uno per uno. Per i cittadini, sarà la prova della trasparenza o l’ennesima conferma di uno strumento costoso e poco utile?

Scicli: due box da quasi 2.000 euro

A Scicli, la determinazione dirigenziale del 31 dicembre 2020 ha portato all’acquisto di due box Velo OK circolari usati e ricondizionati. La spesa complessiva, fatturata a giugno 2021 dalla Globex MVR di Perugia, è stata di 1.999,99 euro IVA inclusa.

Anche in questo caso si tratta di semplici dissuasori, non di autovelox veri e propri. Ma ora, con il censimento, anche questi box dovranno avere una registrazione ufficiale, sollevando dubbi sull’opportunità di mantenere in strada strumenti così costosi rispetto alla loro reale utilità.

Anche a Pozzallo torrette arancioni in azione

Anche a Pozzallo sono stati installati circa quattro dispositivi arancioni “Velo Ok”, simili a quelli presenti a Modica, Ragusa e Scicli. Pur non essendo noto il costo esatto di queste installazioni, è possibile stimarlo facendo riferimento ai prezzi medi dei Velo Ok nelle altre città iblee: considerando che ogni torretta ha un prezzo compreso tra 600 e 800 euro, l’investimento complessivo a Pozzallo si aggirerebbe quindi tra i 2.800 euro, sollevando gli stessi interrogativi sull’efficacia e l’utilità di queste apparecchiature.

Spese pubbliche e trasparenza: un bivio per i comuni iblei

In totale, Ragusa, Modica, Pozzallo e Scicli ( non abbiamo dati ufficiali per gli altri comuni iblei) hanno speso complessivamente un a barca di soldi per dotarsi di torrette arancioni. Strutture che, al netto dell’effetto deterrente, hanno spesso funzionato più come simbolo che come reale strumento di sicurezza stradale.

Con il nuovo archivio nazionale, i cittadini potranno finalmente sapere se questi box rispettano davvero i requisiti previsti dalla legge. E per le amministrazioni locali potrebbe aprirsi una riflessione: continuare a spendere soldi pubblici per mantenere torrette che rischano di rivelarsi inutili oppure puntare su politiche più concrete di educazione stradale e manutenzione della viabilità.

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