Passaggio di Cassì (sindaco di Ragusa) a Forza Italia, la riflessione di Tonino Solarino di Demos

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Riceviamo e pubblichiamo la riflessione del dott Tonino Solarino, già sindaco di Ragusa, oggi Presidente regionale di Democrazia Solidale sull’ingresso del sindaco di Ragusa Peppe Cassì in Forza Italia.

L’ingresso, scontato, di Cassi in un partito di centro destra fa chiarezza nel panorama politico ragusano. Il trucco elettorale utile per vincere le elezioni non poteva reggere oltre.

Tuttavia come centro sinistra sbaglieremmo se concentrandoci sulle incoerenze, sui tatticismi e gli errori altrui non girassimo pagina riconoscendo i nostri errori, i nostri tatticismi.

Se Cassi ha avuto un consenso così alto e se il centro sinistra dal 2003 non vince le elezioni comunali le ragioni le dobbiamo cercare al nostro interno.

Le ragioni delle ripetute sconfitte sono tante. In particolare è evidente che non siamo credibili se affermiamo di mettere al centro della nostra azione politica il valore della solidarietà, della giustizia, della fraternità, della coerenza e poi mostriamo un volto litigioso e incoerente. Aver espresso con Roberto Amnatuna un candidato unitario per la provincia è un passo incoraggiante.

La nuova segreteria comunale del PD, nell’incontro che abbiamo avuto come Demos, sembra mossa da una forte volontà di lavorare per un progetto unitario e condiviso. Lo abbiamo apprezzato. Sono sicuro che i dirigenti locali di AVS e cinque stelle siano animati dagli stessi intenti. Sono sicuro che gli amici di Ragusa Prossima faranno con grande responsabilità la loro analisi e le loro scelte.

C’è un gran lavoro da fare per offrire alla città un progetto di democrazia fraterna che ha innanzitutto bisogno di una testimonianza di unità e di una visione comune. Il centro sinistra ha in questa città tante belle personalità che non si rassegnano all’idea di lasciare il governo della città all’improvvisazione, ai progetti elettorali finalizzati esclusivamente alle ambizioni personali. Vincere con il centro sinistra in Sicilia è ancora più difficile che altrove, ma Ragusa ha mostrato negli anni di saper esprimere un voto libero da clientele premiando personalità e progetti credibili.

Chi come me ha vissuto la straordinaria stagione di riuscire ad unire il popolo del centro sinistra e la successiva dolorosissima stagione delle divisioni e dei conflitti interni ha il dovere di lavorare per un nuovo progetto di democrazia fraterna. Uniti, credibili, fraterni, nel rispetto dei rapporti di forza che ci consegneranno gli elettori e delle diversità da vivere come ricchezza e non come minaccia.

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