Sabato 25 gennaio, alle ore 18:30, presso Palazzo Sant’Anna, in via Liceo Convitto 33, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna Voci di donne.
Protagonista dell’evento sarà Marzia Sabella, magistrato e scrittrice, che presenterà il suo romanzo Lo sputo, edito da Sellerio. A moderare l’incontro sarà la Prof.ssa Teresa Floridia.
Il romanzo di Sabella esplora le sfumature complesse e contraddittorie di una figura storica poco conosciuta, ma profondamente significativa: Serafina Battaglia, ribattezzata dalla cronaca “la vedova della lupara”.
Una donna contro la mafia
Era il 1963 quando il giudice Cesare Terranova, pioniere della lotta a Cosa nostra, le rivolse una domanda semplice ma densa di significato: «Signora, perché?». Dall’altro lato della scrivania, Serafina Battaglia, vestita a lutto, porgeva le fotografie del marito e del figlio, entrambi vittime di una sanguinosa faida mafiosa.
Da quel momento, Serafina divenne il simbolo di una ribellione senza precedenti. «Le femmine di casa sanno. Tutte sanno, anche se tacciono e sopportano», disse lei stessa, rompendo il silenzio imposto dalla cultura mafiosa. Serafina, che aveva fatto parte di quel mondo, decise di denunciarlo apertamente, sfidando non solo la mafia, ma anche lo Stato e la Chiesa.
Lo sputo restituisce un ritratto poliedrico di questa donna, che non si accontentò di testimoniare ma fece della giustizia il suo strumento di lotta. Con i suoi gesti teatrali e provocatori, come gli sputi contro i mafiosi, cercò di smascherare l’aura di potere che li circondava. La sua non fu una vendetta personale, ma una battaglia per sovvertire un ordine radicato, trasformandosi in una figura tanto scomoda quanto potente.
Marzia Sabella, attingendo alla sua esperienza di magistrato, intreccia realtà storica e immaginazione letteraria, delineando una donna che sfugge alle facili etichette. Serafina Battaglia non fu una semplice madre coraggio, né una pentita o una vendicatrice; fu una sacerdotessa dei suoi morti e, al contempo, una rivoluzionaria solitaria, capace di spingersi oltre i limiti imposti dalla tradizione.







