“C’è una Sicilia che si ribella all’indifferenza, alle mafie e alla corruzione che impoverisce i territori e produce diseguaglianze e e ingiustizie”.
Una Sicilia che si mobilita e scende in piazza, entra nelle scuole, nelle istituzioni pubbliche e nelle carceri per ricordare le vittime innocenti delle mafie e ribadire il proprio impegno per la giustizia e la verità.
La città di Vittoria, in provincia di Ragusa, sarà la principale piazza dell’isola per l’evento di oggi 21 marzo, la 27esima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico.
Appuntamento stamattina in Piazza San Giovanni. Alle 10.30 inizierà la lettura degli oltre mille nomi di vittime innocenti delle mafie. “Cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle Forze dell’Ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore, hanno compiuto il loro dovere”, ricordano gli organizzatori dell’associazione antimafia.
Tra le persone che si alterneranno al microfono per la lettura dei nomi delle vittime della mafia ci sarà il dott. Antonino Pirrè, presidente di Confagricoltura Ragusa e vicepresidente di Confagricoltura Sicilia, per testimoniare la presenza attiva e l’impegno degli imprenditori agricoli iblei e siciliani nel contrasto delle mafie come pratica quotidiana, a tutela di un tessuto produttivo sano e laborioso che genera ricchezza e lavoro.
A seguire, ci sarà il collegamento con Napoli con la piazza nazionale della manifestazione per l’intervento di don Luigi Ciotti, presidente Nazionale di Libera.
Ieri sera veglia in Piazza San Giovanni
Intanto ieri sera in piazza San Giovanni, si è svolta la veglia di preghiera che è stata introdotta da Vittorio Avveduto, referente provinciale di Libera ed ha visto la presenza del vescovo, monsignor Giuseppe La Placa, di Gisela Salomon, vicepresidente del Consiglio di Chiesa della comunità luterana di Sicilia, di Abbdelhamid Jebari, presidente del Centro culturale islamico Al – Zaytouna di Vittoria e Comiso.

Nel corso della serata hanno portato sul palco la loro testimonianza due familiari delle vittime della mafia: Eliana Incardona, figlia di Salvatore Incardona, commissionario ortofrutticolo che rifiutò di pagare il pizzo e venne ucciso il 9 giugno 1989 e Rosalinda Ottone, sorella di Salvatore Ottone, ucciso nella strage del 2 gennaio 1999 perché casualmente si trovava all’interno del bar dove i killer avevano teso un agguato.
Quel giorno morirono cinque persone. I loro nomi sono stati scanditi sul palco e dei giovani scout hanno lanciato in cielo dei palloncini colorati in loro ricordo. Tra le vittime più giovani, Simone D’Antonio ed Alessio D’Antonio, i due cuginetti uccisi perché travolti da un suv l’11 luglio 2019.
A conclusione della serata, Jebari ha proposto in arabo una preghiera della Sura, “una lode al Signore unico Dio che ci guida nella retta via”. Gisela Salomon ha pregato per la pace, chiedendo che l’umanità sia una vera famiglia globale ed ha invitato “i presenti ad essere portatori di pace”. Il vescovo La Placa ha ripreso una canzone che era stata scandita poco prima affermando.
“Noi crediamo in questa nuova umanità. Crediamo che il bene è più forte del male. Crediamo in questa umanità che stasera è qui, che crede nella pace e che sa sperare”.







