C’è una Sicilia interna che non si arrende allo spopolamento, ma che sceglie di riscoprirsi e di raccontarsi attraverso il passo lento di chi sa viaggiare con consapevolezza.
È la Sicilia che cammina nella storia e che oggi festeggia un traguardo importante: l’ingresso ufficiale del Comune di Monterosso Almo nel Cammino del Verismo. Questo suggestivo percorso eco-culturale, nato nell’ambito del Parco Letterario® Giovanni Verga e Luigi Capuana, continua così ad allargare i suoi confini, unendo idealmente letteratura, identità e territorio. Con questa nuova adesione, che segue di poco quella di Militello in Val di Catania, il tracciato, gestito e promosso dal Centro Studi C.E.S.T.A, sfiora ormai i 70 chilometri di estensione. Un tracciato lungo quando le innumerevoli opportunità che si prospettano.
L’obiettivo del Cammino, infatti, è quello di portare la letteratura fuori dalle stanze dei musei e dalle pagine dei libri, proiettandola direttamente nel paesaggio vivo. Se i parchi letterari tradizionali tendono a concentrarsi sui luoghi della memoria biografica degli autori, questo itinerario vuole abbracciare l’intero “costrutto culturale” della Sicilia orientale. Camminare lungo questi sentieri significa esplorare i borghi, le masserie e i campi che hanno nutrito l’immaginario di Verga e Capuana.
Accanto alle storiche tappe di Mineo, Vizzini e Licodia Eubea, i nuovi borghi arricchiscono un viaggio che unisce il patrimonio culturale al capitale naturale, creando quella che gli esperti definiscono una vera e propria eco-cultural route.
In questo scenario, il turismo non è più un consumo rapido e distratto, ma un’esperienza partecipata. Come ha sottolineato il sindaco di Monterosso Almo, Salvatore Pagano, l’adesione al cammino rappresenta un’opportunità straordinaria per valorizzare la comunità locale. Il progetto si inserisce perfettamente nelle linee guida degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa e dialoga con gli obiettivi globali dell’Agenda 2030 dell’ONU. In territori spesso considerati marginali o a rischio isolamento, la mobilità dolce e la riscoperta delle radici diventano leve fondamentali per la rigenerazione economica e sociale, capaci di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici e di contrastare lo spopolamento.
“La vera forza del progetto – spiega Giuseppe Biazzo tra i promotori dell’iniziativa – risiede nel suo modello comunitario. Non si tratta semplicemente di tracciare un sentiero per escursionisti, ma di attivare una rete che coinvolga istituzioni, imprese agricole, artigiani, associazioni e residenti. Quando i visitatori e gli abitanti cooperano nella creazione di valore, il turismo si trasforma in un fattore di resilienza. Il Cammino del Verismo dimostra che è il territorio stesso, con le sue stratificazioni ambientali e sociali, a generare la narrazione. Restituire centralità a questi luoghi significa non solo proteggere la memoria del Verismo, ma disegnare un futuro in cui cultura, natura e comunità camminino, finalmente, insieme.”
(ctdt)







