Ragusa – Una città unita dalla fede, dalla tradizione e dall’emozione. Ragusa ha vissuto una delle edizioni più partecipate e suggestive della festa dedicata a San Giorgio Martire, patrono della città, confermando ancora una volta il profondo legame che unisce la comunità ragusana al suo Santo protettore.
La giornata conclusiva, domenica sera, ha richiamato migliaia di persone tra residenti, fedeli, visitatori e turisti che hanno affollato le strade e le piazze di Ibla per assistere agli ultimi momenti della celebrazione. A rendere ancora più spettacolare il gran finale sono stati il videomapping immersivo realizzato da Playart Multimedia e il piromusicale curato dalla ditta Zio Piro di Gianni Vaccalluzzo, che intorno alla mezzanotte hanno illuminato il cielo sopra il quartiere barocco regalando uno spettacolo di luci, colori e musica particolarmente apprezzato dal pubblico.
Subito dopo, il rientro in Duomo del simulacro di San Giorgio e dell’Arca Santa è stato accompagnato da un lungo e sentito applauso, in un clima di intensa partecipazione e devozione.
La giornata si era aperta con il programma liturgico della Solennità della Santissima Trinità. Nel pomeriggio, il Duomo di San Giorgio ha accolto il solenne pontificale presieduto dal vescovo di Ragusa, Giuseppe La Placa, alla presenza delle principali autorità civili e militari del territorio.
Durante l’omelia, il presule ha invitato i fedeli a contemplare il mistero della Trinità come modello di comunione e di amore. «Oggi contempliamo il volto del Dio vivente che si è rivelato come eterna comunione di amore, sorgente inesauribile di vita e fondamento di ogni autentica relazione umana. La Chiesa nasce da questo eterno movimento d’amore e continuamente da esso viene rigenerata», ha affermato.
Il vescovo ha poi richiamato la figura di San Giorgio come esempio di testimonianza cristiana autentica. «La fede cristiana non è soltanto una verità da professare con le labbra, ma una vita da vivere con coraggio, coerenza e fedeltà. San Giorgio è rimasto saldo nell’amore di Cristo anche nell’ora della prova, trasformando la sua esistenza in una proclamazione silenziosa ma eloquente del Vangelo».
Un passaggio significativo dell’omelia è stato dedicato alle sfide del tempo presente. Monsignor La Placa ha sottolineato come anche oggi esistano “draghi” da affrontare: l’individualismo che indebolisce i rapporti sociali, la solitudine degli anziani, le difficoltà economiche delle famiglie e la crescente sfiducia che rischia di minare la vita civile. Di fronte a queste sfide, ha ricordato che l’amore di Dio rappresenta una forza capace di rigenerare la storia e alimentare la speranza.
La processione serale, tra gli appuntamenti più attesi dell’intera festa patronale, ha attraversato le vie del centro storico di Ibla tra due ali di folla. L’uscita del simulacro dal Duomo è stata accolta dal tradizionale boato di entusiasmo della piazza gremita, mentre lungo tutto il percorso migliaia di fedeli hanno accompagnato il Santo Patrono con preghiere, applausi e manifestazioni di affetto.
Si chiude così un’edizione della festa di San Giorgio che resterà impressa nella memoria dei partecipanti per la straordinaria partecipazione popolare e per l’intensità dei momenti vissuti. Un appuntamento che continua a rappresentare uno dei simboli più autentici dell’identità ragusana, capace di coniugare fede, cultura e tradizione, affidando ancora una volta alla protezione del Patrono il cammino futuro della città.







