Tonnellate di rifiuti soffocano la terra e il mare.Più di 1.200 chili scovati e rimossi in un solo giorno a Giarratana. Chilometri di spiagge invasi da cicche di sigarette e plastica erosa dal mare a Marina di Ragusa, Modica e Scicli.
I numeri dell’ultimo bilancio di Plastic Free nella provincia di Ragusa non sono solo statistiche: sono il grido d’allarme di un territorio costantemente ferito dall’inciviltà. Di fronte a questa emergenza, però, la comunità ha deciso di non restare a guardare, forte anche del recente e prestigioso titolo di “Comune Plastic Free 2026” assegnato a Ragusa, Scicli e Modica a livello nazionale per le politiche di tutela ambientale. Una primavera di mobilitazione straordinaria che continuerà senza sosta fino a giugno, prima dello stop per la pausa estiva.
L’impegno dell’associazione Plastic Free ha toccato diversi comuni della provincia. A Scicli, nella frazione di Sampieri, e a Modica, inclusa Marina di Modica, sono state realizzate numerose attività. Il focus si è diviso tra la sensibilizzazione nelle scuole medie e le raccolte concrete di mozziconi e plastica in riva al mare.
Anche a Ragusa l’educazione ambientale ha giocato un ruolo chiave: presso l’Istituto Fabio Besta e Maria Schininà i referenti hanno incontrato circa 200 studenti che oltre a seguire gli incontri di sensibilizzazione, guanti alla mano e occhi vigili, hanno cominciato a dare concretezza alle azioni ripulendo cortili scolastici e quartieri.
“Nelle pulizie costiere – spiega Maria Cappello,referente Plastic Free – emerge una fotografia nitida dell’inquinamento marino. In riva al mare si trova ormai di tutto, ma a farla da padrone sono le bottiglie di plastica erose dalle mareggiate, i tappi, i lembi di plastica provenienti dalle serre, i bidoni di fertilizzanti e i lacci di plastica. Cambia invece lo scenario a Marina di Ragusa, dove il rifiuto più consistente e difficile da eradicare sono le cicche di sigaretta immerse nella sabbia. Sebbene le spiagge vengano regolarmente pulite dagli operatori ecologici, i mozziconi sfuggono ai mezzi meccanici, sfaldandosi lentamente e inquinando l’ecosistema.”

L’apice della mobilitazione primaverile si è toccato a Giarratana lo scorso 20 aprile, in occasione del primo storico evento ufficiale di “Clean Up” del borgo ibleo. L’iniziativa, coordinata dal referente comunale Plastic Free Raffaele Salafia, ha registrato un debutto straordinario.Circa 30 volontari di tutte le età, dai bambini agli anziani, hanno risposto all’appello rimboccandosi le maniche.
Ad affiancare Salafia è sceso in campo un vero e proprio fronte comune provinciale, che ha visto il supporto di tutti i referenti Plastic Free del ragusano e dei ragazzi della Consulta Giovanile di Giarratana. Una rete solida e senza confini territoriali che ha permesso di raccogliere e sottrarre al degrado ben 1,2 tonnellate di rifiuti di ogni genere: plastica, vetro, sfabricidi e pneumatici. Tutto il materiale è stato correttamente differenziato e prelevato dalla ditta di smaltimento.
“A volte sembra una battaglia persa, – l’appello della referente di Maria Cappello, referente di Plastic Free – specialmente quando vediamo nascere discariche abusive lungo le strade più riparate. Ma noi di Plastic Free non ci arrendiamo. Siamo felici anche solo se il piccolo mondo vicino a noi resta più pulito. La cosa fondamentale è che sempre più persone prendano coscienza del fatto che abbiamo un solo pianeta, e che dobbiamo averne cura con massimo impegno e dedizione. La mobilitazione nei comuni iblei dimostra che la sensibilità locale sta cambiando. I chili di plastica e rifiuti rimossi dall’ambiente non sono solo una vittoria per il decoro dei borghi e delle spiagge, ma rappresentano un monito costante sulla necessità di una continua e capillare educazione ambientale. Plastic free invita le aziende del territorio a intraprendere un cammino etico evitando per quanto è possibile l’uso della plastica monouso nei bar e attività commerciali”
Domenica 7 giugno l’appuntamento Plastic Free per ripulire la spiaggia di Randello è alle ore 10,00. Non resta che unirsi a questa attiva squadra di volontari, procurarsi dei guanti e iniziare a dare il proprio contributo per la battaglia alla sostenibilità del territorio.
(ctdt)







