Che fine ha fatto la commissione d’inchiesta che doveva illuminare i cittadini sulle motivazioni che hanno portato al dissesto la città di Modica? Quella commissione così utile e fondamentale voluta fortemente dal consigliere comunale avvocato Fabio Borrometi, rappresentante di spicco del partito di Forza Italia (no capogruppo) che però poi dichiarò di non volerne fare parte?
Siamo rimasti fermi alla seduta di marzo in cui doveva avvenire la nomina del Presidente che, a norma di legge, per garantire il principio delle minoranze doveva essere scelto tra i componenti della commissione che fanno parte dell’opposizione.
Ricordiamo che i componenti della commissione di inchiesta eletti sono Corrado Roccasalvo, Neva Guccione, Giovanni Spadaro, Ivana Castello, Giorgio Civello (che nel frattempo si è dimesso) Rita Floridia, Elena Frasca e Miriam Franzo’.
Quindi fra i papabili che potevano ricoprire il ruolo c’erano: Giovanni Spadaro, Ivana Castello e poi Rita Floridia, Elena Frasca e Miriam Franzo’. Anche se scegliere fra questi ultimi sarebbe stato come“cercare l’approvazione del lupo tenendo l’agnello al guinzaglio, per poi stupirsi se il cane da guardia non è d’accordo”.
Ed infatti tutto si è bloccato perché la consigliera Ivana Castello, che nei fatti sembrava essere colei che meglio di tutti potesse ricoprire il ruolo, e la cui candidatura fu poi bloccata, senza reali motivazioni se non quelle di mera contrarietà politica, fece notare che alcuni componenti della commissione non fossero compatibili con la finalità della stessa: vedi ad esempio la consigliera Rita Floridia che era parte dell’amministrazione Abbate che nei fatti determinò il dissesto.
Da quel momento, sono passati ormai circa due mesi, la Commissione non si è più riunita perché, come confermato dal Presidente del Consiglio Comunale Mariacristina Minardo da noi contattata, si attende che la segretaria comunale dia il parere sulla compatibilità o meno di questi consiglieri. Segretaria che nel frattempo dovrebbe andare via dal Comune cosa che potrebbe provocare ulteriore ritardo.
Ma la vera domanda che ci poniamo è: come mai il consigliere Fabio Borrometi che ci ha attaccato duramente per aver messo in dubbio l’utilità di questa commissione non ha sollecitato l’amministrazione affinché si sbloccasse questo nodo e la Commissione, ritenuta di fondamentale importanza, non tornasse a riunirsi e a svolgere il ruolo per cui era stata immaginata?
Forse non avevamo tutti i torti quando dicevamo che la commissione d’inchiesta per stabilire le cause del dissesto fosse inutile e forse se ne sono resi conto anche i fautori di questa Commissione o forse hanno pensato bene che era meglio non sollevare la polvere da sotto il tappeto.







