Il primo dato è quello dell’affluenza. Su 14.587 elettori hanno votato 9.079 pari al 62.24%. Un dato che paragonato a quello delle precedenti amministrative 64,76% porta alla conclusione che nonostante il numero maggiore di candidati gli stessi non sono riusciti a trascinare gli elettori al voto.
Ad avere la meglio Pierenzo Muraglie (34,69%) sostenuto dalle liste Muraglie sindaco che è risultata anche la prima lista, Libera e Forte e Pensiamo Ispica.Muraglie che ricordiamo è già stato sindaco di Ispica dal 2015 al 2020 e che poi era stato sconfitto al primo turno dal sindaco uscente Innocenzo Leontini, va al ballottaggio con Serafino Arena (20,39%) che è sostenuto dal Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e dall’area politica collegata a Controcorrente dell’On La Vardera.
A seguire il candidato di Fratelli d’Italia Tonino Cafisi sostenuto anche dalle liste Noi Moderati e Lista Civica Cafisi Sindaco e Paolo Monaca sostenuto da Cateno De Luca, dal Pd, da Monaca Sindaco e dalla Lista civica che ha tanto fatto discutere “Difendiamo Ispica da Iblea Acque” che nei fatti è stata un flop.
Ultimo, ma fra i due la differenza è esigua e si sorpassano in continuazione, Angelo Galifi, sostenuto da Forza Italia, Grande Sicilia, Popolari e Autonomisti e Ispica 2026 Angelo Galifi Sindaco. Il candidato sostenuto dal sindaco uscente Innocenzo Leontini ha pagato il fatto che le liste a suo sostegno sono state tutte non all’altezza della competizione, eccetto Forza Italia che da sola ha fatto la maggior parte del lavoro. Lo ha evidenziato anche il sindaco Innocenzo Leontini che nel suo intervento a commento dei risultati seppur ancora parziali ha evidenziato il successo della lista di Forza Italia dopo dieci anni di assenza dalla scena politica cittadina e ha sottolineato come il risultato sia causa della rottura del centrodestra.
Ed è proprio questo l’altro dato che emerge dalla elezioni: la rottura del centrodestra ha punito entrambi i candidati che invece insieme avrebbero potuto sperare di giungere al ballottaggio.
C’è poi un dato che ha riguardato tutti o quasi i candidati (ad esclusione di Galifi e Cafisi) il voto disgiunto. Le liste hanno raccolto più voti dei candidati e questo certamente non può passare inosservato.
Adesso però il bello deve ancora venire e tutto può succedere perché gli apparentamenti potrebbero aprire scenari davvero impensati.
Certamente le difficoltà saranno tante, qualunque scelta verrà fatta sarà comunque una scelta forzata. Galifi, sostenuto da Leontini potrà mai allearsi con Serafino Arena nemico storico?
Verrebbe da dire di no, ma poi se si pensa a Muraglie e ai suoi nuovi sostenitori Genovese e Milana anche in questo caso l’alleanza sembra impossibile da realizzare.
E Paolo Monaca? Forse per lui sarebbe più naturale andare con Muraglie perché non è immaginabile dopo quello che si sono detti far convivere Cateno De Luca e La Vardera. Forse per Fratelli d’Italia la scelta sarà più naturale, in fondo Cafisi e Santoro potrebbero tornare da dove sono venuti ovvero da Pierenzo Muraglie. Anche se il senatore Sallemi non ha escluso la possibilità di non andare con nessuno e prepararsi a fare opposizione.
Quindi da domani palla al centro e si comincia una nuova partita: e se la domanda fino ad oggi è stata chi andrà al ballottaggio, adesso la domanda è: chi si allea con chi?
Articolo in aggiornamento.







