Caro gasolio, pieno più pesante: scoppia la polemica sulle accise

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Nuovo aumento in vista per gli automobilisti italiani, in particolare per chi utilizza veicoli diesel. Con la riduzione dello sconto sulle accise dal precedente taglio di 20 centesimi a 10 centesimi al litro, il costo del pieno torna infatti a salire, riaccendendo il confronto tra Governo, associazioni dei consumatori e operatori del settore trasporti.

Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, la misura comporterà un aggravio medio di circa 6 euro per ogni pieno di gasolio. I prezzi alla pompa in modalità self service potrebbero così superare stabilmente quota 2 euro al litro, mentre sulla rete autostradale si registrano già valori medi superiori ai 2,10 euro.

Il tema resta particolarmente delicato in un momento in cui il caro energia continua a incidere sui bilanci di famiglie e imprese. Dopo il forte incremento registrato tra fine febbraio e metà aprile, il prezzo industriale del diesel aveva mostrato un lieve rallentamento, elemento che secondo alcuni analisti avrebbe giustificato il ridimensionamento degli sconti fiscali.

A sostenere questa linea è Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, secondo cui la riduzione delle agevolazioni rappresenta anche un segnale legato alla scarsità delle risorse energetiche e alla necessità di contenere i consumi. L’esperto evidenzia inoltre come il costo del gasolio italiano, pur in crescita, resti ancora competitivo rispetto ad alcuni Paesi europei come Francia e Paesi Bassi.

Di tutt’altro tenore le reazioni delle associazioni dei consumatori, che parlano di un ritorno dell’Italia ai vertici europei del caro carburanti. Secondo il Coordinamento delle associazioni per la tutela dei consumatori, la riduzione dello sconto rischia di colpire soprattutto lavoratori pendolari, famiglie e categorie produttive già messe sotto pressione dall’inflazione.

Critiche arrivano anche dal comparto dell’autotrasporto e dell’artigianato. La Cgia stima che negli ultimi mesi il caro-gasolio abbia avuto un impatto superiore ai due miliardi di euro sul settore trasporti, con effetti particolarmente pesanti in regioni come Lombardia, Campania e Sicilia. Per la CNA, invece, il rincaro energetico continua a gravare sulle piccole imprese, con costi sempre più difficili da sostenere.

Il Governo difende comunque l’intervento, spiegando che la revisione delle accise rientra in un più ampio pacchetto di misure economiche a sostegno di famiglie, imprese, autotrasporto e agricoltura. Una linea che ha contribuito anche alla sospensione del fermo nazionale degli autotrasportatori annunciato nei giorni scorsi.

Nel frattempo, però, per milioni di italiani il ritorno alla normalità passa ancora una volta dal distributore di carburante. E il conto, almeno per ora, continua a salire.

(fonte Ansa)

M. S.

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