“Pietre Nere non si tocca”, esplode la protesta a Pozzallo: oltre 1450 firme contro i lidi

3–5 minuti

La petizione contro le concessioni balneari sulla spiaggia di Pietre Nere continua a crescere e supera quota 1450 firme certificate su Change.org. Ma attorno alla raccolta firme, promossa da Sud chiama Nord Pozzallo, si sta sviluppando anche uno scontro politico sempre più acceso che coinvolge il Movimento 5 Stelle locale e il futuro delle concessioni sul litorale pozzallese.

Nelle ultime ore il movimento ha diffuso un lungo comunicato nel quale vengono illustrati numeri, obiettivi e critiche rivolte ad altre forze politiche cittadine. Al centro resta il tema della progressiva riduzione degli spazi liberi sulla spiaggia di Pietre Nere.

Sud chiama Nord chiarisce subito la posizione del movimento sulla vicenda delle concessioni. “Non abbiamo nessun intento persecutorio nei confronti dei concessionari, né vogliamo in alcun modo che l’attività imprenditoriale privata venga, in qualche modo, compromessa o limitata”.

Il nodo, spiegano i promotori, sarebbe invece la necessità di “trovare un equilibrio fra aree in concessione e aree libere allo scopo di permettere la fruizione gratuita degli arenili ai cittadini che lo vogliono”.

Una precisazione che arriva dopo settimane di polemiche sulla trasformazione del litorale e sull’aumento delle strutture balneari sorte negli ultimi mesi sulla spiaggia di Pietre Nere.

I numeri della petizione

Sud chiama Nord parla di risultati “estremamente interessanti”. La petizione lanciata il 19 aprile ha raccolto, secondo quanto dichiarato nel comunicato, “1.456 firme certificate da Change.org”.

I promotori diffondono anche altri dati legati alla campagna online. “La petizione è stata visualizzata 10.904 volte, condivisa 2.316 volte e 15 persone hanno versato dei soldi a Change.org per amplificarne la diffusione permettendo l’acquisizione di 118 firme”.

Dal grafico diffuso emerge inoltre la distribuzione geografica delle adesioni. Pozzallo resta nettamente la città con il maggior numero di firme, 485. Seguono estero con 76 adesioni, Milano e Catania con 63, Roma con 60 e Modica con 57.

Nel comunicato viene sottolineato anche un altro aspetto. “Il 47,5% delle firme sono di cittadini residenti a Pozzallo, il 45,1% vengono da 236 comuni italiani e il restante 7,4% dal 20 paesi sparsi in tutti i continenti”.

Secondo Sud chiama Nord l’analisi dei cognomi farebbe emergere anche la presenza di firmatari non residenti che non sarebbero originari di Pozzallo. “Si deduce che i firmatari non residenti non sono solo pozzallesi sparsi per il mondo, ma anche persone che, da turisti, hanno visitato la nostra città”.

La polemica contro il M5S

La parte più dura del comunicato riguarda però il Movimento 5 Stelle di Pozzallo. Sud chiama Nord sostiene che in “un gruppo formato da militanti del M5S è stato pubblicato un post che denigra la nostra petizione”.

Secondo il movimento, il post avrebbe definito inutile la raccolta firme mentre contemporaneamente i 5 Stelle starebbero promuovendo una propria iniziativa per chiedere la convocazione di un Consiglio comunale aperto sulle concessioni rilasciate dalla Regione Siciliana.

Da qui l’attacco politico. “Capiamo che il M5S, come altre formazioni politiche pozzallesi che fino ad oggi sono state silenti, in vista delle prossime amministrative hanno bisogno di visibilità”.

Nel comunicato si sostiene anche che Sud chiama Nord sarebbe stata una delle poche forze politiche ad avere mantenuto alta l’attenzione sull’attività amministrativa pur non avendo rappresentanti in Consiglio comunale.

Il passaggio più pesante riguarda invece il rapporto tra il sindaco Roberto Ammatuna e il Movimento 5 Stelle locale. Sud chiama Nord parla di “un’affinità elettiva” tra le due realtà politiche e richiama anche la partecipazione del sindaco “alle attività del movimento nella loro sede alle ultime elezioni europee”.

“Serve a poco un Consiglio comunale aperto”

Nel testo vengono contestate anche le finalità della proposta avanzata dal M5S. “Serve a poco rielaborare i concetti espressi nel testo della nostra petizione per scrivere la loro e soprattutto è politicamente meschino paragonare le due cose perché hanno il medesimo obiettivo”.

Sud chiama Nord mette inoltre in dubbio l’utilità di un eventuale Consiglio comunale aperto. “A dire il vero non serve un Consiglio Comunale aperto per sentirsi dire che tutte le concessioni sono regolari e che non possono esserne rilasciate altre perché è già stato raggiunto il 50% di spazi concedibili”.

Poi arriva un altro passaggio diretto. “Se i 5S ritengono che ci siano delle irregolarità, che sicuramente non saranno mai ammesse in consiglio comunale, facciano le dovute denunce alle autorità preposte”.

Nel comunicato Sud chiama Nord ammette apertamente che la petizione non potrà modificare concretamente la situazione amministrativa delle concessioni già rilasciate. “Siamo d’accordo nel senso che non può conseguire un mutamento della situazione attuale”.

Ma il movimento chiarisce quale sarebbe il vero obiettivo dell’iniziativa. “Noi vogliamo che l’Amministrazione attuale prenda coscienza che c’è una grande sensibilità popolare nei confronti di questo tema che non può essere ignorato senza pesanti ripercussioni elettorali”.

Per questo motivo è stata già inviata una richiesta formale di incontro al sindaco Roberto Ammatuna. “Ci faremo portavoce dei 1456 sottoscrittori”.

Nonostante le accuse rivolte al Movimento 5 Stelle, Sud chiama Nord conclude invitando comunque i cittadini a firmare anche la richiesta per il Consiglio comunale aperto, ricordando però che la propria petizione “continua ad essere attiva” e chiedendo di continuare a diffonderla.

(czcz)

PUBBLICITÀ

Bruno 970x250

ALTRE TOP NEWS