Sac in vendita, ecco i colossi pronti a prendersi Catania e Comiso
La partita per la privatizzazione della Sac entra nel vivo e si arricchisce di nuovi dettagli sui colossi pronti a scendere in campo. Non solo nomi, ma strategie e presenze già consolidate nel mercato aeroportuale mondiale, elementi che iniziano a delineare il peso reale dell’operazione.
La società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso ha avviato ufficialmente la raccolta di manifestazioni di interesse per la cessione di una quota di maggioranza, pari ad almeno il 51 per cento e potenzialmente fino al 66.
Il percorso, avviato dopo il via libera del ministero dei Trasporti e seguito dal commissario della Camera di commercio del Sud Est Antonino Belcuore, punta a individuare un partner capace di sostenere la crescita degli scali in un contesto sempre più competitivo.
Le offerte dovranno arrivare entro il 3 giugno 2026, termine fissato nel bando pubblicato sul sito ufficiale della società.
Chi sono i gruppi interessati
Tra i soggetti più forti (come già accennato in questo articolo qualche giono fa) emerge Aena, il principale operatore aeroportuale al mondo per numero di passeggeri, con una rete che comprende decine di scali in Spagna e partecipazioni in America Latina. Un player abituato a gestire grandi volumi e a sviluppare infrastrutture con modelli industriali consolidati.
C’è poi Mundys, già attiva nel settore attraverso Aeroporti di Roma e con presenze anche in Francia. Il gruppo ha una forte esperienza nella gestione integrata di infrastrutture, dalle autostrade agli aeroporti, e rappresenta un profilo già radicato in Italia.
Tra i nomi più osservati anche ADQ, fondo sovrano di Abu Dhabi con investimenti globali in infrastrutture e trasporti. La sua eventuale partecipazione porterebbe una forte capacità finanziaria e una visione di lungo periodo.
Nel panorama italiano spicca F2i, che attraverso 2i Aeroporti gestisce quote rilevanti in diversi scali come Milano e Napoli. F2i è considerato uno dei principali investitori infrastrutturali del Paese, con una presenza consolidata nel settore aeroportuale.
Guardando alla Francia, si muovono Aéroports de Paris e Vinci Airports, entrambi protagonisti a livello internazionale. Vinci, in particolare, gestisce aeroporti in Europa, Asia e America, con un modello orientato alla redditività e allo sviluppo commerciale degli scali.
Completa il quadro Corporación América, guidato da Eduardo Eurnekian, già presente in Italia con gli aeroporti di Firenze e Pisa e con una lunga esperienza nella gestione di infrastrutture aeroportuali in diversi continenti.
Una gara dal valore miliardario
Il valore complessivo dell’operazione viene considerato molto elevato, con stime che da anni collocano lo scalo di Catania oltre il miliardo di euro. Un dato però contestato da alcune voci critiche, che parlano di valutazioni non del tutto trasparenti.
La presenza di operatori di questo livello lascia immaginare una competizione serrata, con offerte che potrebbero includere non solo l’acquisizione delle quote ma anche piani di investimento infrastrutturale e sviluppo commerciale.
Restano aperte diverse questioni, a partire dall’equilibrio tra gli scali. Il timore, già sollevato in più sedi, è che un investitore possa privilegiare Catania, più redditizio, lasciando Comiso in posizione marginale.
Al centro del dibattito anche i vincoli che verranno inseriti nel bando, ancora in fase di definizione, e le garanzie per lavoratori e territorio. Un passaggio delicato che accompagnerà le prossime fasi della procedura.
(czcz)
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