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Regolamento spiagge a Ragusa, confronto aperto tra amministrazione e associazioni

L’emendamento che riduce le superfici concedibili e impone nuove regole di accesso passa in aula, mentre resta acceso il confronto politico e associativo sulla gestione delle spiagge libere a Marina di Ragusa.

È stato approvato dal Consiglio comunale l’emendamento presentato dal consigliere Sergio Firrincieli al regolamento che disciplina le concessioni temporanee sulle spiagge del litorale ragusano. Un passaggio ritenuto decisivo, arrivato nella seduta di ieri sera, che introduce correttivi significativi in una fase ancora transitoria, in attesa dell’approvazione definitiva del Pudm.

Il testo, condiviso anche dal consigliere Rocco Bitetti, interviene soprattutto sulla superficie massima concedibile, ridotta da 500 a 400 metri quadrati, con l’obiettivo dichiarato di evitare occupazioni eccessive e mantenere la fruibilità degli spazi pubblici. Viene inoltre imposto l’obbligo di garantire l’accessibilità, con passerelle in legno larghe un metro lungo tutta l’area concessa e un collegamento trasversale per consentire il passaggio anche alle persone con disabilità.

Servizi obbligatori e divieti, le nuove condizioni

Tra i punti più rilevanti dell’emendamento c’è il legame diretto tra concessione e attività già esistenti nelle vicinanze. Chi ottiene lo spazio dovrà garantire servizi igienici tramite la propria struttura oppure attraverso una convenzione con attività limitrofe, pena la decadenza della richiesta.

Vietata in modo assoluto l’installazione di bagni chimici, mentre eventuali docce pubbliche presenti nell’area dovranno restare accessibili senza limitazioni. Un impianto normativo che, secondo Sergio Firrincieli, punta a introdurre ordine e regole chiare nella gestione dell’arenile.

Parallelamente al voto in aula, l’amministrazione e Direzione Ragusa respingono le critiche del Partito Democratico parlando di dati alla mano. Su circa 61 mila metri quadrati di spiagge a Marina, 8.700 risultano già occupati da concessioni stabili previste dal Pudm, mentre sui restanti 52 mila metri quadrati si prevede una concessione temporanea di appena 1.300 metri quadrati, pari al 2,5%.

Secondo quanto riportato, si tratta di una regolamentazione che lascia libera la quasi totalità della spiaggia, circa il 97%, introducendo limiti precisi anche sulle distanze tra concessioni e dalla battigia. Previsto inoltre un numero contenuto di attrezzature, circa 150 posti tra ombrelloni e sdraio.

Le critiche di Legambiente e la posizione dei balneari

Non manca però il fronte critico. Legambiente Ragusa chiede che anche le concessioni temporanee rispettino pienamente le previsioni del Pudm già adottato, contestando possibili discrepanze nei dati sulle superfici disponibili e sottolineando come non vi sia stato un reale aumento dell’estensione delle spiagge negli ultimi anni.

Sul versante opposto, l’Associazione Turistica Balneare Siciliana difende il ruolo dei concessionari, evidenziando come le concessioni garantiscano servizi essenziali come salvataggio, pulizia e assistenza, senza limitare l’accesso al mare. Secondo l’associazione, parlare di privatizzazione sarebbe fuorviante, anche alla luce delle percentuali di occupazione complessiva che restano contenute.

Il tema resta quindi aperto, tra esigenze di tutela dell’arenile, servizi turistici e un equilibrio ancora da trovare nella gestione del demanio marittimo.
(czcz)

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