“Beni comuni”, il modello della collaborazione promosso da ANCI Sicilia
PALERMO – L’amministrazione condivisa torna al centro del dibattito pubblico con una giornata di studio e confronto promossa da ANCI Sicilia, con possibilità di partecipazione anche da remoto.
Al centro dell’iniziativa, il modello che punta a strutturare una collaborazione stabile tra enti locali, cittadini e Terzo settore nella gestione e valorizzazione dei beni comuni. Un approccio che, negli ultimi anni, ha trovato crescente applicazione anche in diversi Comuni siciliani.
L’evento, organizzato insieme a CeSVoP, CeSV Messina e CSV Etneo, con il supporto della Fondazione Onc-Otc Sicilia e di Labsus, si articolerà in due sessioni, mattutina e pomeridiana.
I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta, affiancato da Vito Puccio e Giuditta Petrillo. Seguiranno gli interventi introduttivi del segretario generale Mario Emanuele Alvano e di Marcella Silvestre.
Il cuore della mattinata sarà affidato alla relazione di Gregorio Arena, tra i principali teorici del tema, che approfondirà principi, evoluzione e prospettive dell’amministrazione condivisa. A seguire, l’esperienza operativa portata da Simona Repole offrirà uno sguardo concreto sull’applicazione del principio di sussidiarietà nelle politiche locali.
Spazio poi alle testimonianze di Comuni siciliani già impegnati in percorsi di collaborazione, attraverso la condivisione di patti, esperienze e criticità, prima del confronto finale.
Nel pomeriggio, l’attenzione si sposterà su un obiettivo più operativo: la nascita di una Comunità di pratica regionale sull’amministrazione condivisa. Un percorso che mira a creare una rete stabile tra amministrazioni, cittadini attivi e organizzazioni del Terzo settore, favorendo lo scambio di buone pratiche e la definizione di strumenti condivisi.
“L’iniziativa, spiegano Amenta e Alvano, rappresenta un passaggio importante: da un lato offre un momento formativo per gli enti che non hanno ancora avviato questi percorsi, dall’altro pone le basi per una rete strutturata capace di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e comunità”.
Un modello, quello dell’amministrazione condivisa, che punta a superare la tradizionale distinzione tra pubblico e privato, per costruire una gestione partecipata dei beni comuni, fondata su responsabilità condivise e cittadinanza attiva.
(fonte Ansa)
Marcello Sarta
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