Pozzallo, bloccate quei lavori: il caso degli chalet tra politica, favoritismi e licenze d’oro

Gli chalet avanzano sulla sabbia mentre il piano nato per limitarli viene riscritto in Consiglio comunale.
A Pozzallo la linea che doveva difendere le spiagge si è piegata sotto il peso delle scelte politiche, aprendo la strada a nuove concessioni e a un effetto domino che oggi fa paura.
Dal piano di tutela alla svolta politica
Nel 2019 il Comune approva il Piano di utilizzo del demanio marittimo, un documento tecnico pensato per mettere ordine e soprattutto per contenere le concessioni. Quel piano nasce con un obiettivo preciso, preservare le spiagge libere, limitare l’impatto delle strutture e garantire un equilibrio tra sviluppo e tutela.
È scritto nero su bianco negli atti ufficiali, approvati dalla Giunta il 15 ottobre 2019, con un impianto che segue le linee guida regionali e punta a evitare un’eccessiva occupazione dell’arenile.
Ma quella linea, nel giro di pochi anni, cambia direzione. Il passaggio decisivo arriva in Consiglio comunale. È lì che il piano viene rimesso in discussione, modificato, piegato a una nuova visione politica che apre alle concessioni. Non è più solo un documento tecnico, diventa terreno di scontro.
Il muro tra sindaco e Consiglio
Lo scontro è netto, ed è anche pubblico. Da una parte il sindaco, che porta avanti una battaglia per difendere l’impostazione originaria del piano e limitare nuove strutture sulla spiaggia.
Quella battaglia arriva fino ai tribunali amministrativi. Il sindaco impugna il piano e ottiene un risultato pesante davanti al Consiglio di giustizia amministrativa, riuscendo a vincere il ricorso contro un’impostazione che apriva alle concessioni. Un passaggio che, di fatto, mette in discussione proprio quelle autorizzazioni. Ma non basta.
Dall’altra parte c’è il Consiglio comunale, che nel frattempo cambia volto. Gli equilibri politici si spostano, la maggioranza si trasforma e il sindaco perde i numeri in aula.
A quel punto il Consiglio diventa decisivo, perché è l’organo sovrano. E quando interviene, lo fa in modo ancora più incisivo. La delibera passa con il voto favorevole di consiglieri tra cui Quintilia Celestri, Uccio Agosta, Giuseppe Giampietro (membro della Capitaneria), Giuseppe Sulsenti (ex Sindaco) e Rosario Iozzia (ex dirigente del Suap di Pozzallo), nomi che emergono nella fase decisiva in aula.
Con la delibera del 25 febbraio 2025 viene approvata una mozione che riscrive di fatto il PUDM. Il Consiglio dà indirizzo alla Giunta di rielaborare il piano inserendo tutte le concessioni già rilasciate, comprese quelle che erano già finite al centro di ricorsi e contenziosi amministrativi.
Non solo. Viene indicata anche la rinuncia alle azioni legali in corso, un passaggio che segna uno spartiacque netto, perché da un lato si riconoscono concessioni contestate, dall’altro si sceglie di non opporsi più.
Attorno a questa vicenda, però, resta un clima pesante. Sono diversi gli attori coinvolti e i testimoni che, ancora oggi, preferiscono non dichiarare nulla su uno scempio che rischia di segnare per sempre il litorale pozzallese, tra silenzi e versioni mai messe nero su bianco.
Le concessioni e l’effetto a catena
Negli atti si parla chiaramente di nuove concessioni demaniali. Quattro, secondo la documentazione trasmessa dal Dipartimento regionale.
Da quel momento il passaggio è rapido. Le concessioni diventano cantieri, i cantieri diventano strutture. Gli chalet iniziano a comparire sulla spiaggia, modificando il paesaggio e l’equilibrio dell’arenile.

E qui emerge un altro elemento, ancora più delicato. Secondo quanto raccolto da più fonti, almeno uno dei titoli concessori non sarebbe stato utilizzato per costruire, ma sarebbe stato ceduto, generando un guadagno rilevante, si parla di centinaia di migliaia di euro.
Un passaggio che, se confermato, cambierebbe completamente la lettura della vicenda. Da sviluppo turistico a operazione economica costruita sulla possibilità di ottenere e rivendere autorizzazioni.
Favoritismi e interessi incrociati
Il nodo più pesante resta però quello politico. Dalle informazioni raccolte emergono legami familiari tra alcuni componenti del Consiglio comunale e soggetti che avrebbero presentato richieste per gli chalet. Un intreccio che, seppur non formalmente contestato negli atti, solleva interrogativi evidenti sull’opportunità delle scelte compiute.
Dentro le delibere ufficiali si trovano dichiarazioni di assenza di conflitto di interesse. Ma fuori dalle carte, il quadro appare molto più complesso e soprattutto, molto più delicato.
Il rischio che tutto si moltiplichi
Il punto, oggi, non è più solo quello che è già stato costruito. Il vero rischio è quello che può ancora accadere. Le nuove linee regionali e le decisioni del Consiglio aprono infatti la strada ad altre concessioni. Il meccanismo è ormai attivo, e l’esempio degli chalet già autorizzati sta facendo da precedente. C’è già chi si muove, chi osserva, chi prepara nuove richieste.
Il risultato è uno scenario che potrebbe cambiare radicalmente il volto della costa di Pozzallo, con una progressiva occupazione dell’arenile e una riduzione degli spazi liberi. Quello che era nato come un piano per proteggere la spiaggia rischia di trasformarsi nel suo contrario.
Vi lasciamo con un video denuncia del pozzallese Enzo Inì da sempre molto attento ai cambiamenti ambientali della propria città
(czcz)
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nicklametta@gmail.com
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Dobbiamo intervenire in massa per fermare questa privatizzazione. Riprendiamoci la NS spiaggia!
Amedeo
Quindi potrebbe esserci stato un danno economico alle casse comunali? Prima si spendono i soldi per il ricorso e arrivano ai tribunali amministrativi e poi per mero interesse personale di qualche consigliere e del sindaco hanno dato il via libera alla “cementificazione” della spiaggia? E la corte dei conti dov’è? La procura dov’è? la Capitaneria di porto di Pozzallo dov’è?
Nicastro Giovanni
Vergognoso. Come quel sedile di immense dimensioni affaccio mare ( piazza Rimembranza), che rimarca, ancora di più l’infimita’ culturale umana.
Luciano.
E una cosa vergognosa!se parto io e vado al comune qualcuno prende calci nel sedere fino a raganzino.ormai non si capisce come fanno a fare quello che vogliono. Pozzalesi svegliamo!