Il futuro del centro storico di Modica finisce al centro del confronto politico e associativo, con due proposte diverse ma convergenti che arrivano a ridosso del consiglio comunale aperto previsto per domani.
Da una parte Confcommercio, dall’altra Cna, entrambe scendono in campo con documenti articolati che puntano a invertire una crisi che, ormai, viene descritta come strutturale. Non più solo commercio in difficoltà, ma un problema più profondo, fatto di spopolamento e perdita di funzioni quotidiane. Confcommercio Modica ha protocollato a palazzo di Città un vero e proprio modello operativo, costruito su una roadmap scandita nel tempo.
Il punto di partenza è chiaro, la crisi del centro storico non nasce dalle vetrine vuote ma dalla progressiva perdita di residenti. I numeri citati parlano di circa il 40% degli edifici vuoti e appena il 13,5% della popolazione ancora residente nell’area.
Da qui la proposta di interventi immediati entro 90 giorni, tra cui la definizione del perimetro del centro storico, l’attivazione di temporary store e il ritorno di funzioni pubbliche ad alta frequentazione.Sul medio e lungo periodo, invece, il piano guarda alla creazione di un distretto urbano del commercio, a una cabina di regia stabile e a strumenti più ampi come un contratto istituzionale di sviluppo e l’accesso a fondi europei. Non manca anche una proposta di livello superiore, con l’idea di rifinanziare la legge su Ibla e introdurre un “Superbonus Unesco” per il recupero del patrimonio abitativo
Parallelamente, la Cna Modica ha presentato una proposta organica che punta su un piano strategico e sull’istituzione di una consulta permanente. Un lavoro che nasce da mesi di confronto con imprese e cittadini, e che individua criticità ormai radicate, dalla difficoltà delle attività economiche alla perdita di servizi e sicurezza.
Il documento della Cna si articola su tre direttrici principali, rilancio economico, residenzialità e qualità urbana, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso e stabile nel tempo. Centrale, nella visione dell’associazione, è proprio la consulta permanente, pensata come luogo di confronto continuo tra istituzioni, operatori e residenti.
Entrambe le proposte arrivano alla vigilia del consiglio comunale aperto del 15 aprile, dove il tema del centro storico sarà affrontato in maniera pubblica. Un passaggio che, nelle intenzioni delle associazioni, dovrà trasformare le idee in atti concreti, segnando un cambio di passo che in città viene atteso da tempo.
(czcz)







