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Modica, intervista al consigliere Gugliotta che dice la sua su dissesto e non solo

Dalla dichiarazione di Dissesto approvato dal consiglio comunale di Modica il 30 gennaio del 2025 che ha segnato profondamente la città sia da un punto di vista economico che politico, passando per quelle che sono le principali problematiche della città il consigliere comunale di opposizione Claudio Gugliotta ha voluto condividere con noi alcune riflessioni ma anche alcune proposte per risollevare le sorti di questa città che, come sostiene, ha subito un vero e proprio trauma dalla dichiarazione di dissesto in poi.

“Siamo solo all’inizio di una nuova fase-dichiara il consigliere Gugliotta- che ha visto cambiare radicalmente la geografia politica in consiglio comunale, con la maggioranza granitica che si è sciolta come neve al sole. Tutto è iniziato  dopo la notte della dichiarazione del dissesto, la componente consiliare che fa riferimento all’onorevole Abbate passa all’opposizione, nel contempo si costituisce il gruppo di Forza Italia (partito a cui aderirà anche la Sindaca) il quale, insieme a qualche altro collega consigliere rimane a sostegno dell’amministrazione. Risultato finale? L’amministrazione di fatto si ritrova in aula senza una vera e sostanziale maggioranza che la sostiene con ripercussioni naturali nell’attività di governo stesso. Proprio perché la Città e l’Ente attraversa un periodo abbastanza delicato, ho adottato in questo anno mediaticamente un basso profilo, c’è poco da star lì a pubblicizzare interventini di quotidiana azione.

Secondo Lei, quali sono oggi le tre priorità assolute per Modica?

A mio avviso la questione Finanziaria rimane la centrale specialmente dopo la dichiarazione di dissesto. Tutto il quotidiano ruota attorno ad un ente che abbia le casse in sesto ed assolva i propri “doveri” economici e finanziari in tempi certi specialmente nei confronti di fornitori e dipendenti. Per questo in Consiglio Comunale attendiamo con estremo interesse di prendere visione del Bilancio Riequilibrato che l’amministrazione dovrebbe portare a breve a nostra conoscenza.

Più in generale in città si avvertono altre urgenze: penso alla delicata questione del Centro Storico sempre piu povero di attività commerciali e svuotato dalla presenza degli stessi modicani; poi c’è la questione che riguarda alcune strutture chiuse come la Piscina Comunale la cui riapertura non può più essere procrastinata. Fondamentale anche la valorizzazione dei quartieri storici come Modica Alta, che vive da anni in una situazione di semi abbandono. Problemi di quartiere che messi insieme appannano e non poco l’immagine di una città che fino a qualche legislatura addietro era faro del sud-est senza se e senza ma.

Lei è anche componente di tre importanti commissioni: Bilancio, Lavori Pubblici e Affari Istituzionali che in questo ultimo periodo sono state oggetto di polemiche a causa di continue dimissioni e rielezioni di vari suoi colleghi.

La questione delle Commissioni Consiliari in questo periodo, come accennato da Lei, è al centro dell’attenzione in Consiglio. Abbiamo assistito a dimissioni di alcuni consiglieri  che ritengono illegittima la modalità di come sono state formate le commissioni a inizio legislatura. In sostanza si rivendica un rimescolamento dei componenti ed una piu’ equa ripartizione in base al principio di proporzionalità all’interno dei gruppi consiliari, in quanto mutata la geografia politica in Consiglio. A mio avviso, fermo restando che il principio di proporzionalità è un criterio sicuramente giusto e che la Capogruppo Castello rivendica da più di due legislature senza essere ascoltata, il tema centrale non è dimettersi oggi, per poi venire rieletti una votazione dopo come accaduto a qualche mio collega, nella stessa commissione di prima e dunque essere costretto a dimettersi nuovamente, dando vita ad un teatrino sterile che si protrarrà ad oltranza.  La cosa migliore, proposta anche da noi come gruppo in Conferenza dei Capigruppo, è portare in aula un nuovo regolamento, votarlo e rieleggere nuovamente i membri delle varie commissioni con un diverso criterio rispetto a quello attuale. Così facendo si risolve il problema in maniera strutturale e definitivo”

Quale è la sua posizione su sviluppo economico e lavoro locale, soprattutto per i giovani che spesso lasciano il territorio?

Il tema dello sviluppo economico e dell’occupazione giovanile è probabilmente la sfida più importante che abbiamo davanti. Troppi giovani sono costretti a lasciare Modica non per scelta, ma per mancanza di opportunità concrete. La mia posizione è chiara: dobbiamo creare le condizioni affinché restare o tornare a Modica sia una scelta possibile e conveniente. Questo significa lavorare su più fronti. Innanzitutto, sostenere le imprese locali, semplificando la burocrazia comunale e incentivando chi investe sul territorio, soprattutto nei settori chiave come turismo, artigianato, edilizia (problema che ho più volte sollevato e che riguarda la questione dell’ufficio tecnico) e servizi innovativi. In secondo luogo, è fondamentale puntare sulla formazione e sul collegamento tra scuola e mondo del lavoro, creando percorsi che rispondano davvero alle esigenze delle aziende locali. Non possiamo permetterci una formazione scollegata dalla realtà.

Infine, dobbiamo attrarre nuove opportunità, anche attraverso bandi, fondi europei e sostegno alle start-up, in particolare quelle digitali, che permettono ai giovani di lavorare anche da qui senza essere costretti ad andare via. In tutto ciò il Comune può esercitare un ruolo centrale tramite la formazione di vari tavoli tecnici che approfondiscano e monitorino queste soluzioni e soprattutto, a parer mio, politicamente l’amministrazione ha l’obbligo, anche se con mille difficoltà, di far si che le persone tornino a sognare e così facendo inizino nuovamente a scommettersi e a scommettere sulla città. Percorso che richiede tempo e soprattutto una visione chiara”

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