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Case vuote e suolo consumato, l’allarme lanciato dalla Cna territoriale di Ragusa a Vittoria

Un territorio più fragile davanti ai cambiamenti climatici e alla pressione urbanistica, ma anche la consapevolezza che la prevenzione può fare la differenza. È questo il messaggio emerso dal convegno sul governo del suolo promosso dalla Cna territoriale di Ragusa a Vittoria, con una partecipazione ampia di tecnici, imprese e rappresentanti istituzionali.

L’incontro, dedicato al tema del governo del suolo e della prevenzione dei dissesti, si è svolto nella sala delle Capriate Giovanni Molè. Tra i presenti il sindaco Francesco Aiello, il componente della presidenza Cna territoriale Rocco Candiano, il presidente Cna Costruzioni Sicilia Salvo Antonio Cannavò insieme ai rappresentanti degli ordini professionali e dell’Ingv.

Ad aprire i lavori è stato il segretario territoriale Carmelo Caccamo che ha richiamato l’attenzione sulle criticità del territorio siciliano, segnato anche di recente da eventi meteo estremi. Carmelo Caccamo ha ricordato l’impegno dell’associazione nel supportare le imprese colpite dal ciclone che ha distrutto lidi e attività della fascia costiera, sottolineando come per troppo tempo sia mancata una adeguata programmazione preventiva.

Nel corso del confronto Giorgio Stracquadanio, coordinatore del mestiere Cna Costruzioni Ragusa, ha illustrato i dati relativi al consumo di suolo nell’area ipparina. Nel periodo tra il 2020 e il 2024 risultano consumati 119 ettari di suolo, circa 1 milione e 190mila metri quadrati, pari a 166 campi di calcio.

Il dato più alto riguarda Vittoria con 40 ettari mentre i territori di Comiso, Acate e Santa Croce Camerina arrivano complessivamente a 79 ettari. Giorgio Stracquadanio ha anche richiamato il tema del surplus abitativo, con oltre 12.600 abitazioni non occupate a Vittoria e quasi 3.800 a Comiso, un dato che secondo quanto evidenziato impone una riflessione sul recupero del patrimonio edilizio esistente piuttosto che su nuove costruzioni.

Un ulteriore contributo è arrivato dal dottor Mario Mattia dell’Ingv che ha messo a confronto il dissesto registrato a Niscemi con la situazione del comprensorio ipparino, evidenziando l’importanza del monitoraggio continuo e della prevenzione per evitare situazioni critiche.

Nel corso dell’incontro è stato anche evidenziato come le risorse economiche non manchino, tra Pnrr e fondi comunitari, ma serva una capacità di programmazione e spesa coerente con gli obiettivi di messa in sicurezza del territorio. La Cna ha ribadito la necessità di un lavoro condiviso con i Comuni anche nella redazzione dei Pug, alla luce dei nuovi scenari climatici.

(czcz)

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