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Abbate cambia passo, prima elogia poi attacca la sua stessa area politica

Cinque milioni di euro destinati alle imprese agricole e della pesca ancora bloccati tra iter amministrativi e ritardi operativi. A sollevare il caso è il presidente della Prima commissione Affari istituzionali all’Ars Ignazio Abbate che chiede lo sblocco immediato delle risorse previste dalla legge regionale 1 del 2026 per sostenere i comparti produttivi siciliani in difficoltà.

Una presa di posizione che potrebbe segnare anche un cambio di tono politico. Ignazio Abbate infatti, pur continuando a riconoscere il lavoro dell’assessore regionale Luca Sammartino, allo stesso tempo non risparmia critiche alla gestione complessiva degli strumenti regionali, evidenziando ritardi e difficoltà che starebbero penalizzando le imprese. Una posizione che appare come una sorta di una caura e una fridda, tra riconoscimenti politici e richiami critici.

Nella nota inviata all’assessorato Ignazio Abbate sottolinea come, nonostante i provvedimenti approvati, i fondi non siano ancora arrivati alle aziende. “Il percorso non è completo. Senza la pubblicazione immediata dei bandi i fondi restano sulla carta mentre le imprese chiudono”, afferma Ignazio Abbate chiedendo tempi certi per la pubblicazione delle misure.

Allo stesso tempo lo stesso Ignazio Abbate ringrazia l’assessore Luca Sammartino per l’attenzione dimostrata verso il comparto produttivo, dicendosi certo di un suo intervento per risolvere la situazione. Un passaggio che evidenzia come la critica sembri indirizzata più alla macchina amministrativa che alla guida politica, anche se il tono utilizzato appare più duro rispetto ad altre prese di posizione dello stesso parlamentare.

Ignazio Abbate punta poi l’attenzione sulla gestione del nuovo organismo regionale Irca, nato dall’accorpamento di Ircac e Crias, parlando apertamente di rallentamenti che starebbero impedendo l’erogazione degli aiuti previsti e definendo surreale il blocco delle risorse già stanziate.

“E’ surreale come la totale confusione nella gestione dell’Irca blocchi l’erogazione degli aiuti stanziati a fine 2025”, dichiara Ignazio Abbate che torna anche su altre misure mai attivate e su risorse che, pur essendo disponibili, resterebbero ferme nei passaggi burocratici.

Un atteggiamento che politicamente non passa inosservato. Il parlamentare infatti da una parte continua a sostenere l’azione del governo regionale su alcune scelte, dall’altra però assume un profilo più critico su dossier ritenuti strategici per il territorio. Una dinamica che, negli ambienti politici, viene letta come un possibile segnale di riposizionamento o comunque di una fase di maggiore autonomia politica, anche se al momento non ci sono dichiarazioni ufficiali in questo senso.

“Non possiamo permettere che la burocrazia rallenti aiuti vitali per chi rappresenta la spina dorsale dell’economia siciliana”, conclude Ignazio Abbate.

(czcz)

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