Un Tribunale della ragione per ri-restituire il Tribunale Giudiziario a Modica

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del professore Piergiorgio Barone che interviene nel dibattito sul futuro del Tribunale di Modica, ripercorrendo anche alcuni passaggi storici dell’istituzione giudiziaria modicana e sollevando interrogativi sull’attuale situazione.
Da oltre ben tredici anni il Comitato Pro Tribunale di Modica porta avanti, prima con l’Avv.
Carmelo Scarso, e ora con l’avv. Enzo Galazzo e Salvatore Rando, la lotta contro lo “scippo”
definitivo del Tribunale dalla nostra Città.
Poche sono le voci che si sono levate per evitare questo declassamento storico, sia da parte
degli uomini di cultura che da parte delle istituzioni locali. In questo quasi silenzio, tra disinteresse
e inadempienze, a lotta diviene impari, con la città di Ragusa che si arroga il diritto di esclusività
nella gestione della Giustizia su tutti i comuni della provincia iblea.
Vorrei, invece, qui ricordare che il Tribunale di Modica vanta radici molto più antiche
rispetto a quello di Ragusa, essendo stato per secoli il centro giudiziario della Contea di Modica. Fin
dal Medioevo, infatti, Modica ha ospitato la “Gran Corte della Contea”, un’istituzione giudiziaria di
alto livello che esercitava poteri civili e penali su un vasto territorio, che andava dalla attuale
provincia di Siracusa fino quasi ad Enna.
Con l’Unità d’Italia, esattamente nel gennaio 1862, dopo una parentesi seguita all’abolizione
delle istituzioni feudali, la riforma dell’ordinamento giudiziario ripristinò a Modica il Tribunale di
Circondario. E così è stato per un secolo e mezzo, fino a quando avvenne la soppressione il 13
settembre 2013, a seguito della riforma della geografia giudiziaria seguita alla cosiddetta “spending
review”.
Conseguenza ne fu l’accorpamento di tutto il personale e dei fascicoli personali presso
il Tribunale di Ragusa. Tutto ciò è avvenuto, nonostante l’alta funzionalità degli uffici, a seguito
della costruzione, al quartiere Sorda, del nuovo Palazzo di Giustizia, una modernissima e imponente
struttura inaugurata nel 2004 e dotata, tra l’altro, di ampio parcheggio ed in una zona baricentrica
rispetto alla provincia iblea, con l’inclusione possibile di altri comuni aretusei come Rosolini e
Noto.
Il Comitato Pro-Tribunale lotta da anni per riavere questo presidio storico quasi millenario
che permise alla Gran Corte Modicana composta da alti magistrati (circa 110 solo dal 1604 al
1816!) e di avere un coordinamento autonomo e addirittura parallelo a quello della Magna Corte
Regia di Palermo. Tutto ciò per ridare dignità ad una istituzione che seppe mettere in atto una prassi
giuridica in grado di gestire il mondo feudale con tutte le tipologie dei reati e delle pene oltre alla
organizzazione del sistema carcerario, all’interno di un fitto intreccio di potere tra politica,
economia e giustizia.
Tra l’altro, tutta questa vasta problematica è stata oggetto di una ricerca storico-scientifica
con la pubblicazione di un meraviglioso volume di ben 390 pagine, che ho avuto l’onore di
pubblicare con l’EdiARGO di Ragusa nel 2006, per la Collana “Econocultura” che allora dirigevo
personalmente, dal titolo di GIUSTIZIA E POTERE NELLA CONTEA DI MODICA, che contiene
saggi di Uccio (Giuseppe) Barone, Giovanni Criscione, Giovanni Morana e Giancarlo Poidomani.
Oggi, nonostante gli sforzi decennali del Comitato, pare che l’Amministrazione
Comunale di Modica, nella persona dell’ex sindaco per due legislature ed attuale deputato
regionale, Ignazio Abbate e neanche con l’attuale Sindaco, signora Maria Monisteri, abbia agito
nella direzione giusta per il riottenimento di questo presidio giurisdizionale di prossimità.
La cosa più clamorosa è che un dossier riguardante “Atti della Camera dei Deputati
Nazionale” contenga la “proposta di una legge abbinata” n. 2457, e inserisce oltre a Sciacca e
Licata, proprio la Città di Modica, fra quei comuni siciliani che possono avere “ri-restituito” il
Tribunale. Fatto che ha acceso un barlume di speranza.
Ma l’attuale sindaca Monisteri pare stia agendo in direzione totalmente opposta. Mentre
ascolta richieste, e forse anche promette gli stessi locali per altra destinazione, ha “dimenticato”
(???) di comunicare entro il 9 febbraio scorso, alla Commissione Parlamentare che doveva operare
l’istruttoria per la riassegnazione del Tribunale a Modica, l’ammissione, quali interlocutori, i due
massimi rappresentanti del Comune, cioè lei stessa e la Presidente del Consiglio Comunale Maria
Cristina Minardo, quali portatori dell’istanza di “ri-restituzione”.
Il quadro è senz’altro anomalo, almeno a leggere una nota pubblica dell’avv. Galazzo, ed è
“completato” da chi sta agendo nell’ombra (!?) per boicottare e sabotare questo ritorno, e da Chi
(!?) sta agendo per intimorire chi porta avanti la lotta, e dalla sindaca Monisteri che, come
accennavamo, segue altra direzione, cioè quella di essere intenzionata a disporre i locali del nuovo
Tribunale della Sorda per uffici pubblici di altra natura rispetto al giudiziario, stranamente
sollecitate dal Ministero della Giustizia e dal Presidente del Tribunale di Ragusa, che chiaramente
ha i suoi buoni motivi di parteggiare e remare contro.
Ci chiediamo e chiediamo: perché questa sorta di “gamba tesa”, come dice nel comunicato
l’avv. Galazzo, da parte di questi rappresentanti? Ma la città di Modica non ha un valido
rappresentate presso le Istituzioni Nazionali, come Nino Minardo che si occupa attivamente di temi
legati alla sicurezza, alle forze armate e alla difesa cibernetica e quindi molto vicino agli organi per
la gestione della Giustizia? E la città di Modica non ha voci autorevoli nelle istituzioni, negli ambiti
culturali, per sollevare la questione e spingere per la ri-restituzione del Tribunale?
Penso a Uccio Barone, Giovanni Criscione, Giancarlo Poidomani, fra gli autori del libro
sopra citato; penso a Piero Torchi, Meno Ruta, Antonello Buscema, ex Sindaci; perché non
coinvolgere attori professionisti come Andrea Tidona e Calo Cartier; operatori come Enrica
Guerrieri, Salvo Garofalo, Maurilio Assenza, Giovanni Nicastro, Giovanni Di Rosa, Domenico
Pisana, Pietro Ricca, Paolo Oddo, Carmelo Modica, Pier Paolo Ruta, … e decine di altre persone
socialmente attive, oltre ad associazioni di volontariato e solidarietà cittadina.
A questo punto mi pare davvero importante recuperare la funzione del “TRIBUNALE
DELLA RAGIONE” di kantiana memoria, che nasce dalle ragioni dei cittadini, non certamente
dall’accettazione di verità e opinioni imposte dall’alto con sotterfugi personali o di casta. Un
“Tribunale della Ragione” della città per interpretare una esigenza storica. Il “Tribunale della
Ragione” per superare dubbi, scetticismi e ridare dignità a una autonomia morale civica, senza
dipendere da “autorità” non autorevoli esterne. Solo il “Tribunale della Ragione” dei cittadini e dei
loro rappresentanti istituzionali tutti potrà mettere in atto la ri-restituzione del “Tribunale Giuridico
di Modica”, fatto consapevolmente etico e responsabile nei confronti del territorio.
Piergiorgio Barone
Comitato Pro Tribunale, giustizia, lettere alla redazione, modica, Piergiorgio Barone, provincia di Ragusa, Tribunale di Modica



