Ragusa, il PD attacca sui bandi per Donnafugata: “Non è volontariato, ma lavoro nero”

Il Partito Democratico di Ragusa punta il dito contro la gestione di alcuni servizi comunali e chiede l’annullamento dei bandi triennali recentemente pubblicati per il Castello di Donnafugata e per altre strutture culturali e sportive della città.
Nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri mattina, il segretario cittadino Riccardo Schininà, insieme ai consiglieri comunali Mario Chiavola e Peppe Podimani, assente per motivi di salute il capogruppo Peppe Calabrese, ha denunciato quella che definisce “una forma strutturata di lavoro nero camuffato da volontariato”, che sarebbe in qualche modo favorita dall’ente locale.
Secondo il PD, la vicenda emersa nelle scorse settimane sulla stampa in relazione al Castello rappresenterebbe solo “la punta dell’iceberg”. Nel mirino ci sarebbero infatti anche altri servizi ordinari, come l’apertura di beni culturali, la gestione della biblioteca e degli impianti sportivi comunali.
Persone volontariamente sfruttate
“Parliamo di persone pagate 4 euro l’ora, senza contributi, ferie o tutele – ha dichiarato Schininà –. Non si può chiamare volontariato ciò che volontariato non è”. Il segretario cittadino sostiene che i cosiddetti volontari sarebbero sottoposti a turni settimanali, registri presenze e obblighi continuativi, elementi che – a suo dire – configurerebbero di fatto un rapporto di lavoro subordinato.
La posizione del partito è netta: se il Comune non è in grado di garantire il servizio attraverso forme di lavoro regolari e tutelate, “si riduca il servizio, ma non lo si fondi sull’irregolarità”.
Presentato esposto all’ispettorato del lavoro
Il PD ha annunciato di aver già presentato un esposto all’Ispettorato del lavoro e chiede formalmente l’annullamento dei bandi in corso, con la loro ripubblicazione prevedendo l’obbligo di impiegare personale regolarmente assunto. “Il Castello genera entrate significative – ha aggiunto Schininà –. Le risorse per regolarizzare i lavoratori ci sono. È una scelta politica”.
Il consigliere Mario Chiavola ha inoltre dichiarato la disponibilità a presentare atti in Consiglio comunale per vincolare i proventi di Donnafugata alla copertura dei costi del personale.
“Entro sei mesi questo sistema deve finire – ha concluso Schininà – individuando soluzioni tutelate, come le cooperative di lavoro”.
Il Partito Democratico chiede ora un cambio di rotta immediato da parte dell’amministrazione comunale e invita la Procura a valutare con attenzione la vicenda.
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