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La nefrologia iblea punta anche sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale

Nel campo della nefrologia arriva una svolta, rappresentata dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale per valutare l’impatto delle fistole artero-venose sull’equilibrio cardiaco dei pazienti.

È questo quello su cui sta cercando di puntare anche la medicina iblea, con l’avvio di un progetto di ricerca da parte dell’Unità Operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi dell’ASP di Ragusa, in collaborazione con la Cardiologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II”.

“Vogliamo aiutare il medico a capire con maggiore precisione quando intervenire”, spiega il direttore Walter Morale. Negli ultimi tre anni, l’attività scientifica ha prodotto 21 pubblicazioni e ha rafforzato una rete clinica multidisciplinare che coinvolge Radiologia, Cardiologia, Geriatria e Chirurgia vascolare, con il supporto della Radiologia interventistica del Cannizzaro di Catania.

La crescita si riflette anche sulla chirurgia mininvasiva degli accessi vascolari: l’ospedale Maggiore-Baglieri di Modica è oggi secondo in Italia per volume di procedure endoFAV, con oltre 550 interventi l’anno.

Nel 2024 l’indice di attrazione ha superato il 30% e nel 2025 i ricoveri ordinari hanno superato quota 1050, con una complessità superiore alla media nazionale e una degenza più breve.

La struttura è stata inoltre riconosciuta come centro di riferimento formativo da parte della Società Italiana di nefrologia, in collaborazione con la scuola superiore Sant’Anna di Pisa. “Anche una realtà non universitaria può innovare la pratica clinica”, ha sottolineato il direttore generale dell’ASP, Giuseppe Drago.

(alal)

Intelligenza artificiale, medicina, nefrologia, ragusa

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