Tensione tra i lavoratori della sanità privata e quelli delle RSA: il punto sulla situazione

Non si placano gli animi tra lavoratori della sanità privata e operatori delle RSA. Con i contratti collettivi, scaduti da otto anni per i lavoratori privati e da tredici per quelli delle RSA, mai rinnovati dalle associazioni datoriali Aris e Aiop.
“Parliamo di professionisti che durante la pandemia sono stati definiti eroi e che oggi vengono dimenticati con una facilità disarmante», denuncia il segretario generale della Cisl Fp Ragusa e Siracusa, Mauro Bonarrigo. «Non è accettabile che chi garantisce assistenza quotidiana, spesso in condizioni difficili, sia costretto a lavorare con contratti scaduti da quasi un decennio”.
La CISL, su tutte le furie, annuncia quindi di intraprendere presto azioni che si spera risultino decisive: “Siamo pronti a coinvolgere l’Ispettorato del Lavoro e lo Spresal – spiega Sebastiano Miceli, responsabile del dipartimento Sanità privata della Cisl Fp Rg Sr – per verificare la congruità degli organici e la reale presenza delle figure professionali necessarie a garantire i servizi. Non resteremo a guardare”.
A dare corda a queste parole è nuovamente Bonarrigo, con ulteriori dichiarazioni: “È troppo facile fare impresa con i soldi pubblici e farlo sulle spalle dei lavoratori. Le strutture accreditate devono assumersi l’onere di riconoscere dignità contrattuale a chi manda avanti i servizi. Non possiamo più attendere: serve una presa di coscienza immediata da parte delle associazioni datoriali”.
(alal)
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