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Da Maganuco a Marina di Modica, i danni del ciclone sono ancora tristemente visibili

Sono passate due settimane da quando il ciclone Harry ha colpito le nostre coste provocando danni e devastazioni. Questa mattina facendo un giro tra Maganuco e Marina di Modica abbiamo documentato come il ciclone abbia in realtà solo messo a nudo tutta la fragilità del nostro territorio che si presenta ancora profondamente colpito. 

Interi tratti di spiaggia non esistono più e quelle che ancora resistono sono coperte di detriti trasportati dal mare in tempesta come mostrano le foto della spiaggia di Maganuco.

Poi ci sono dei luoghi simbolo della devastazione come il moletto di Marina di Modica che in realtà è anche simbolo di come qualcuno intende il modo di fare politica oggi: ovvero realizzare le opere per poterle annoverare fra le cose da vantare in campagna elettorale e che infatti durano giusto il tempo di una campagna elettorale per poi essere distrutte dalla mareggiata, con il risultato che non solo si tratta di soldi buttati a mare ma alla fine ne serviranno altri per sistemare le cose e non è nemmeno la prima volta che è necessario intervenire su questa struttura! (Leggi qui)

Forse è arrivato il momento di fare i conti con un territorio fragile che richiede attenzioni, che richiede di non essere sfruttato ma ascoltato, e questo vale adesso ma soprattutto per il futuro. 

Non siamo contrari alla realizzazione di nuove opere che possano portare benefici alla frazione balneare di Marina di Modica ma per farlo è necessario ascoltare il territorio, conoscerne le peculiarità e le fragilità e fare in modo che qualsiasi struttura venga realizzata possa integrarsi con l’ambiente e non essere contrapposta ad esso perché altrimenti alla fine succederà che questo si ribellerà e distruggerà ciò che riconosce come un elemento estraneo. 

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