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Modica, ex asilo a rischio crollo, paura in via Raccomandata: “Così non si può andare avanti”

Pericolo, incuria, disinteresse, e troppe idee confuse. L’immobile dell’ex Asilo di via Raccomandata a Modica continua a destare forte preoccupazione tra i residenti, ma anche tra chi ogni giorno attraversa quella strada. Da almeno dieci anni l’edificio versa in condizioni fatiscenti, una situazione che non è più possibile ignorare.

Le immagini parlano chiaro, il tetto è crollato, i muri perimetrali soffrono e si sfaldano lentamente sotto l’azione continua degli agenti atmosferici.

Muri che cedono e pietre che si staccano

La parte alta della struttura appare oggi in una fase avanzata di degrado. Alcuni piccoli cedimenti di pietre, già registrati, sono il segnale più evidente di un deterioramento che avanza giorno dopo giorno. Un pericolo reale, concreto, che non riguarda solo l’immobile in sé ma chi vive, lavora o semplicemente transita in quella zona.

Per contrastare il rischio di crolli e garantire un minimo di sicurezza, la prima amministrazione Abbate aveva disposto l’installazione di un ponteggio a protezione della muratura esterna. Una misura pensata come temporanea, in attesa di un progetto di recupero o almeno di messa in sicurezza. A distanza di anni, quel ponteggio è ancora lì. Oggi non rappresenta più una tutela, ma il simbolo di uno stato di abbandono e di assoluta precarietà.

Una strada cruciale tra chiese e turismo

Via Raccomandata non è una strada qualsiasi. È la principale direttrice di collegamento tra le due chiese madri di San Giorgio e San Pietro. Ogni giorno viene percorsa da residenti, mezzi, pedoni, turisti, gruppi organizzati e scolaresche. Bambini e ragazzi passano sotto quella struttura instabile, tra lo stupore e una comprensibile dose di timore, costretti a camminare sotto un ponteggio che incombe dall’alto.

Non meno grave è la condizione di chi vive nel quartiere. Negli anni non sono mancati appelli, richieste formali, petizioni. A fronte di tutto questo, le risposte sono state vaghe, quando non del tutto assenti. Un silenzio che pesa e che fa pensare che l’ex asilo sia diventato un problema archiviato, non più degno di attenzione, nonostante il rischio resti sotto gli occhi di tutti.

La responsabilità di intervenire subito

Sindaco, assessore alla Protezione civile, consiglio comunale dovrebbero sentire con urgenza il dovere di intervenire. Al più presto. Serve almeno un progetto serio di messa in sicurezza, prima che l’incuria e la superficialità possano trasformarsi in responsabilità ben più gravi. Il pericolo di cedimenti è incombente e non può più essere sottovalutato.

Il caso Niscemi avrebbe dovuto insegnare qualcosa. La sicurezza deve venire prima di tutto, ancora prima del decoro urbano e della valorizzazione, temi che tutti, almeno a parole, dicono di amare e tutelare. Qui non si tratta di estetica, ma di evitare che accada l’irreparabile.

Trascurate numerose segnalazioni di cittadini

Sulla vicenda è intervenuto anche il Comitato l’Alternativa Socialista Modica. In un comunicato firmato da Antonio Ruta si dà conto delle numerose segnalazioni arrivate dai cittadini, che riferiscono di avere inoltrato richieste di intervento sulla struttura dell’Ex Reale Asilo Regina Margherita, noto come Raccomandata, senza ricevere risposte, nemmeno dopo una petizione presentata circa quattro anni fa.

I recenti ed eccezionali temporali hanno aumentato l’ansia tra gli abitanti del quartiere, soprattutto dopo i crolli dei tetti di copertura. Il Comitato chiede all’Amministrazione comunale di incaricare con urgenza i tecnici dell’Ufficio Tecnico per un sopralluogo, al fine di valutare l’effettiva stabilità della struttura ed eventualmente procedere con il consolidamento.

Un monitoraggio urgente del territorio

Da qui l’appello a un monitoraggio tempestivo dell’intero territorio cittadino, per individuare tutte le strutture o le zone a rischio e intervenire prima che sia troppo tardi. La prevenzione, viene ricordato, resta la migliore cura, soprattutto quando il paziente è una città antica e fragile come Modica.

(czcz)

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