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Comuni Ricicloni 2025, Ragusa primo capoluogo, i dati completi del territorio ibleo

Ragusa è il primo capoluogo siciliano per raccolta differenziata nel 2025. A certificarlo è il dossier Comuni Ricicloni Sicilia di Legambiente, che fotografa i dati ufficiali forniti dalla Regione Siciliana e consegna al capoluogo ibleo un primato che pesa nel panorama regionale.

Il riconoscimento e il dato del capoluogo

Nel 2025 Ragusa raggiunge il 68,9% di raccolta differenziata, con una produzione di rifiuto secco indifferenziato pari a 146 chilogrammi per abitante all’anno. Un dato che consente alla città di essere il primo capoluogo siciliano, davanti ad Agrigento, Trapani ed Enna, e nettamente sopra città metropolitane come Messina, Catania e Palermo.

Il riconoscimento è stato consegnato a Palermo da Legambiente Sicilia, Sicilia Munniza Free ed Ecoforum regionale a una delegazione del Comune composta dalla presidente della Commissione Ambiente Maria Grazia Criscione e dai rappresentanti dell’Ufficio Ambiente comunale.

Le dichiarazioni di Maria Grazia Criscione

“A nome del sindaco e di tutta la cittadinanza ragusana ho ringraziato quelle che sono delle vere e proprie istituzioni in tema ambientale per aver voluto riconoscere l’impegno dei ragusani per un presente e un futuro sostenibile”, ha dichiarato Maria Grazia Criscione. “Questa certificazione, attestata da enti terzi, deve essere un ulteriore input per continuare a riciclare e a riciclare bene”.

Il dato 2025 conferma una sostanziale stabilità rispetto al 2024, quando Ragusa aveva già superato il 68% di raccolta differenziata, risultando il primo capoluogo siciliano. In un contesto regionale in cui la crescita complessiva della differenziata rallenta, il mantenimento del risultato assume un valore significativo.

Tutti i comuni iblei, i numeri uno per uno

Il dossier Comuni Ricicloni Sicilia 2025 restituisce un quadro dettagliato dell’intero territorio ibleo, con risultati generalmente superiori alla media regionale.

Modica raggiunge il 65,5% di raccolta differenziata, con una produzione di rifiuto secco indifferenziato pari a 153 chilogrammi per abitante all’anno, collocandosi appena sopra la soglia minima di legge.

Comiso registra una raccolta differenziata del 71,0%, con un pro capite di indifferenziato pari a 117,8 chilogrammi annui, rientrando pienamente tra i comuni virtuosi.

Scicli si conferma tra le eccellenze del territorio con il 77,3% di raccolta differenziata e una produzione pro capite di rifiuto secco pari a 92,7 chilogrammi.

Acate raggiunge il 76,4% di raccolta differenziata, con 76,6 chilogrammi di rifiuto indifferenziato per abitante all’anno.

Giarratana si colloca al 75,6% di raccolta differenziata, con una produzione pro capite di indifferenziato pari a 76,7 chilogrammi.

Monterosso Almo registra uno dei dati più alti dell’area iblea con il 78,6% di raccolta differenziata e 79,9 chilogrammi di rifiuto secco indifferenziato per abitante.

Chiaramonte Gulfi raggiunge il 73,1% di raccolta differenziata, con una produzione pro capite di 98,4 chilogrammi.

Pozzallo si attesta al 72,8% di raccolta differenziata, con 102,9 chilogrammi di rifiuto secco indifferenziato per abitante all’anno.

Santa Croce Camerina registra il 68,2% di raccolta differenziata, con un dato pro capite di indifferenziato pari a 172,2 chilogrammi, uno dei più alti del territorio pur restando sopra la soglia di legge.

Ispica raggiunge il 66,6% di raccolta differenziata, con una produzione di rifiuto secco pari a 164,4 chilogrammi per abitante.

Vittoria non compare nelle tabelle dei comuni sopra il 65% di raccolta differenziata del dossier 2025 e risulta quindi non in regola con l’obiettivo di legge. Il dato percentuale puntuale non è riportato nel documento.

Confronto con il resto della Sicilia

Il confronto con il resto della Sicilia rende ancora più netto il posizionamento dei comuni iblei. Mentre Ragusa guida i capoluoghi con il 68,9% di raccolta differenziata, gran parte dei comuni dell’Isola resta indietro, soprattutto nei grandi centri urbani. Nel 2025 solo quattro capoluoghi superano la soglia di legge del 65%, e nelle ultime posizioni della classifica regionale si collocano Palermo, ferma al 17,3% di raccolta differenziata con una produzione di rifiuto secco indifferenziato di oltre 473 chilogrammi per abitante all’anno, Catania con il 33,6% e circa 389 chilogrammi pro capite, e Siracusa che si attesta al 51,2% con oltre 252 chilogrammi per abitante. Un divario che evidenzia come il modello adottato nell’Ibleo continui a segnare una distanza profonda rispetto alle realtà più critiche della Sicilia.

Un territorio che regge il confronto regionale

Nel complesso, i numeri del dossier 2025 mostrano un territorio ibleo che continua a distinguersi nel panorama siciliano, con più comuni oltre il 75% di raccolta differenziata e con il capoluogo che, pur con una produzione pro capite più elevata rispetto ai centri minori, riesce a imporsi come primo tra i capoluoghi dell’Isola.

(czcz)

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