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L’on Ignazio Abbate stasera su Rai 3, tra “Affari suoi”, intercettazioni e la misteriosa “Lauretta”

In prima serata nel programma di Massimo Giletti “Lo Stato delle Cose”

Le intercettazioni rilanciate dal Fatto Quotidiano e l’approdo del caso su Rai3 rimettono sotto i riflettori Ignazio Abbate, tra dichiarazioni di distanza e un passato che torna a pesare.

Le parole finiscono agli atti, le registrazioni pure. E per Ignazio Abbate il passato recente torna a bussare proprio nel momento più delicato. L’articolo pubblicato oggi da Il Fatto Quotidiano riporta il contenuto di intercettazioni giudiziarie che ruotano attorno a Totò Cuffaro, alla Protezione civile regionale e a una nomina discussa, con il nome del deputato modicano che emerge nel racconto degli inquirenti. Un contesto che va ben oltre la polemica politica e che riporta la vicenda su un piano più scivoloso.

Le distanze dichiarate da Abbate

Ignazio Abbate ha reagito prendendo le distanze in modo netto. “Affari suoi, ognuno per la sua strada”, è la sintesi delle dichiarazioni attribuitegli, un tentativo evidente di separare la propria figura politica da quella di Totò Cuffaro e dalle dinamiche finite sotto la lente della magistratura. Una presa di posizione che arriva però dopo la pubblicazione delle intercettazioni, e che non cancella il peso delle parole registrate né il contesto in cui maturano. Il messaggio politico è chiaro, Abbate rivendica autonomia, sottolinea di non essere parte di sistemi o meccanismi opachi. Ma il tempismo e la forma della smentita lasciano spazio a più di una lettura, soprattutto in una fase in cui la sua credibilità pubblica è già sotto pressione.

Nelle intercettazioni si parla di una telefonata del capo della Protezione civile regionale, Salvatore Cocina, e di una nomina dirigenziale che avrebbe trovato sponda politica. Il nome di Ignazio Abbate compare nel dialogo, non come figura marginale, ma come interlocutore consapevole del peso delle decisioni che si stavano muovendo. Elementi che, pur nel rispetto della presunzione di innocenza, pongono interrogativi politici prima ancora che giudiziari.

Riferisce il Fatto Quotidiano: “Marzo 2024, casa di Cuffaro è un continuo via vai di gente e le cimici della procura di Palermo captano un dialogo tra Totò Vasa-Vasa e il suo vice, l’onorevole Abbate, che annuncia di aver ricevuto una telefonata da Cocina a proposito di una misteriosa “Lauretta”. Anche la squadra di Giletti, si mette sulle tracce di Lauretta , ma si scopre che ha i baffi. Ma non riveliamo il resto, lo lasciamo a quelli de “Lo Stato delle Cose” per scoprire anche il successore di “Lauretta”.

Il caso arriva in tv

Così la vicenda non resta confinata alle pagine dei giornali. Questa sera sarà al centro di un approfondimento su Rai3, segno che il caso ha ormai superato il perimetro regionale per assumere una dimensione nazionale. Un passaggio che inevitabilmente amplifica l’impatto mediatico e rende più fragile la linea difensiva basata sulle sole dichiarazioni di distanza.

Per Ignazio Abbate il problema non è solo giudiziario, ma profondamente politico. In una fase in cui ambisce a un ruolo di prestigio e tenta di riorientare il proprio futuro, queste intercettazioni rischiano di diventare un macigno. Le frasi “ognuno per la sua strada” e “affari suoi” suonano come una cesura tardiva, più difensiva che chiarificatrice, e difficilmente basteranno a dissipare i dubbi che ora accompagnano il suo nome.

(czcz)

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