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Il moletto affonda ed i debiti emergono, Ruta (Alternativa Socialista) attacca l’era Abbate

Il moletto di Marina di Modica, a lungo sbandierato come fiore all’occhiello della stagione amministrativa di Ignazio Abbate, oggi cede sotto i colpi del mare. Il cemento si sgretola, le onde completano l’opera. Una scena che va oltre la cronaca delle mareggiate e diventa, per molti, l’immagine più efficace del crollo politico e amministrativo che la città sta pagando a caro prezzo.

Secondo Antonio Ruta de L’Alternativa Socialista, il parallelo è tutt’altro che forzato. Così come il moletto, anche il modello di governo che lo ha prodotto mostra oggi tutta la sua fragilità. Un modello legato indissolubilmente al nome di Ignazio Abbate, protagonista di due sindacature che, numeri alla mano, hanno lasciato in eredità un dissesto finanziario di proporzioni enormi.

I dati emersi di recente parlano chiaro. La massa passiva del Comune di Modica conta 387 creditori per un totale, al momento, superiore agli 80 milioni di euro. Una cifra già pesante, ma destinata a crescere.

Un baratro che rischia di allargarsi

Nel comunicato diffuso dopo l’ultima conferenza stampa dell’amministrazione comunale, Ruta sottolinea come questo importo rappresenti solo una parte del problema. All’appello mancano infatti i debiti fuori bilancio e il disavanzo di amministrazione, ancora in fase di quantificazione.

Secondo le previsioni riportate, una volta completato il quadro complessivo, il conto finale potrebbe superare i 200 milioni di euro. Un baratro che, se confermato, ridisegnerebbe in modo definitivo la portata della crisi finanziaria che grava sulla città.

Per L’Alternativa Socialista, le responsabilità politiche sono nette e non possono essere diluite. Ruta parla apertamente dell’epilogo di una gestione della cosa pubblica orientata alla costruzione di consenso e potere personale, a vantaggio di pochi e a scapito dell’intera collettività.

Una gestione che avrebbe accumulato debiti invece di sviluppo, ipotecando il futuro delle nuove generazioni senza lasciare infrastrutture solide o benefici duraturi per Modica.

Il moletto come simbolo di un fallimento

Il riferimento al moletto di Marina di Modica diventa così centrale nel ragionamento politico. Un’opera presentata come simbolo di rilancio e modernità, oggi descritta come fragile, costruita male e incapace di resistere alla prova del tempo e della realtà.

Per Ruta, quel crollo non è solo strutturale ma simbolico. È l’immagine plastica di un progetto politico che non regge più, un castello di cartapesta che si dissolve lasciando dietro di sé macerie, fisiche e contabili.

Nonostante la durezza dell’analisi, L’Alternativa Socialista non chiude alla possibilità di un riscatto. Ma la strada, viene sottolineato, passa da una presa di coscienza collettiva. La politica dell’apparenza, conclude Ruta, produce solo danni, economici e strutturali.

(czcz)

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