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Riforma di accesso alla facoltà di Medicina: preoccupati 100 docenti dell’Ateneo di Catania

Dopo la risposta della Ministra Anna Maria Bernini ad Atreju

“Non ce la facciamo più, con il semestre filtro rischiamo di perdere un anno”, questo il grido degli studenti ad “Atreju” nei confronti della Ministra Bernini, esasperati dalla riforma di accesso alle facoltà di Medicina.

Priva di qualsiasi forma e contenuto istituzionale è stata la risposta della Ministra dell’Università, che ha dimenticato che occupa al momento lo scranno che è stato di Aldo Modo e Luigi Berlinguer.

L’applicazione della riforma è stata un rimedio peggiore del male: la sessione d’esame del 20 novembre è stata superata solo dal 15% dei partecipanti e dopo aver aumentato i posti disponibili – lasciando però immutati le strutture ed i docenti – rimane il rischio di buchi enormi negli atenei.

E’ spuntata quindi l’ipotesi della “sanatoria”, ammettendo in graduatoria tutti, anche se con scadenze diverse, fino al raggiungimento dei 19.707 posti a disposizione.

Ci si chiede, allora, a cosa sono serviti i test? Non sarebbe stato più logico ed opportuno l’ingresso libero a Medicina?

Oltre 100 docenti dell’Università di Catania hanno espresso la loro profonda preoccupazione per il modo in cui la Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, si è rivolta ad un gruppo di studentesse e studenti che manifestavano alla ‘Atreju’, storica festa del partito di Fratelli d’Italia, contro la riforma di accesso alla facoltà di Medicina.

“L’Università è, per sua natura, uno spazio di confronto critico, di dissenso legittimo, di partecipazione democratica – affermano i professori di Unict – gli studenti che protestano, qualunque sia la posizione che si voglia assumere rispetto alle loro rivendicazioni, esercitano un diritto fondamentale: il diritto di far sentire la propria voce. È un diritto che noi, come docenti, abbiamo il dovere di proteggere, anche quando le forme o i contenuti della protesta possono risultare scomodi o difficili da accogliere”.

“Denigrare la protesta, rispondendo dal palco e al microfono agli studenti preoccupati per il loro futuro – continuano i docenti dell’ateneo catanese – con frasi come “Siete sempre dei poveri comunisti” e “Questo dimostra tutta la vostra inutilità. Siete inutili!”, non si concilia con la nostra idea di Università. L’efficacia del processo di apprendimento universitario nasce dall’indispensabile compartecipazione di tutte le sue principali componenti: docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo”.

“Quella rappresentata dalla Ministra – concludono i firmatari della lettera – non è l’Università in cui ci riconosciamo e per cui spendiamo le nostre energie e i nostri sforzi al fine di accompagnare gli studenti in un percorso di crescita intellettuale, umana e civile.

Peppe Privitera

Aldo Moro, Fratelli d'Italia, Luigi Berlinguer

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