La decisione arrivata nelle ultime ore rimette ordine in una vicenda giudiziaria che si trascinava da mesi e che aveva acceso più di un riflettore sul rapporto tra amministrazione pubblica e libertà di critica. Il proscioglimento di Angelo Di Natale per l’articolo del marzo 2022 segna un passaggio decisivo.
Il cronista è stato prosciolto dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa per l’articolo pubblicato il 27 marzo 2022 su In Sicilia Report, dedicato al ruolo dell’ex prefetto Filippo Dispenza. La decisione è arrivata nell’udienza predibattimentale e ha chiuso uno dei due procedimenti aperti sullo stesso testo.
La querela dei commissari e il doppio binario giudiziario
La vicenda nasce dalla querela presentata da Giovanna Termini e Gaetano D’Erba, membri della commissione straordinaria che amministrò Vittoria tra il 2018 e il 2021. L’azione penale, avviata dal pm Marco Rota, era sfociata nella citazione diretta a giudizio.
Il giudice Elio Manenti ha però dichiarato l’improcedibilità, rilevando che un procedimento identico era già in corso davanti allo stesso Tribunale e che le contestazioni non presentavano differenze sostanziali ma solo rilievi generici riferiti all’intero articolo. Lo stesso doppio binario riguarda anche un secondo pezzo pubblicato in aprile, ugualmente oggetto di querela.
Le parole di Di Natale dopo la decisione
Di Natale ha accolto il provvedimento con prudenza: “non è un’assoluzione nel merito, che spero arrivi nell’altro procedimento, ma un atto dovuto”. Secondo il giornalista, la doppia querela confermerebbe “una fabbricazione compulsiva di procedimenti” e un ricorso eccessivo all’azione giudiziaria.
Aggiunge che il nodo principale non riguarda solo le contestazioni a lui, ma le numerose querele rivolte a cittadini comuni, che sarebbero oltre settanta. Una situazione che descrive come “ossessiva e punitiva verso chi partecipa alla vita pubblica”.
Le condanne della Corte dei conti e gli incarichi che proseguono
Dispenza, Termini e D’Erba sono stati condannati dalla Corte dei conti per un danno erariale superiore al milione di euro legato a una serie di atti giudicati illegittimi. Dispenza ha patteggiato, mentre per gli altri membri della commissione sono arrivate condanne alcune settimane più tardi.
Malgrado le pronunce contabili, D’Erba è stato chiamato nella commissione straordinaria che guiderà il Comune di Paternò, e Dispenza ha concluso il suo incarico al Comune di Caivano, dove proprio oggi si è insediato il nuovo sindaco dopo due anni di gestione commissariale.







