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RSA “Maria Paternò Arezzo”, per il PD: “Scene indegne di un Paese civile”

È stata presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico di Ragusa un’interrogazione a risposta orale, indirizzata al Sindaco, riguardo allo stato di degrado della RSA “Maria Paterno Arezzo” di Ragusa.

Il 14 novembre scorso i consiglieri Peppe Calabrese e Mario Chiavola, componenti del gruppo insieme a Giuseppe Podimani, rendevano visita ad un ospite della RSA e documentavano contestualmente le condizioni della struttura socio-sanitaria. Definiscono la situazione “sconvolgente”: vetri rotti rattoppati con nastro adesivo, finestre bloccate con pacchi di pannoloni, infissi impossibili da aprire o da chiudere, luci non funzionanti nei bagni, incuria negli spazi esterni.

“Una struttura del genere non dovrebbe ospitare nessuno, figuriamoci i nostri concittadini più fragili”, dichiara il gruppo consiliare.

Il PD di Ragusa interpella il Sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, chiedendogli se sia a conoscenza della precarietà di cui soffre la struttura e quali azioni abbia mosso nei confronti dell’ASP. L’interrogazione presentata dal gruppo consiliare ragusano si propone di fare chiarezza sulle responsabilità del silenzio che ha incancrenito le condizioni in cui riversano ad oggi gli ospiti della RSA.

“Per quanto ne sappiamo – affermano i consiglieri – né l’assessore con delega alla Sanità né l’assessore che lavora quotidianamente all’interno della RSA hanno segnalato al Sindaco o all’ASP la grave situazione in atto ed è doveroso capire come sia stato possibile chiudere gli occhi davanti a tutto questo.”

“Chi doveva controllare non ha controllato – seguitano – chi doveva segnalare non ha segnalato, e se lo ha fatto, forse è ancora più grave che nessuno sia intervenuto.”

La documentazione a corredo dell’interrogazione è stata sottoposta dal gruppo consiliare anche ai Carabinieri del NAS, al Prefetto di Ragusa e all’ASP, con la richiesta di verifiche immediate.

“Qui non parliamo più solo di incuria – spiegano – ma di sicurezza, dignità e rispetto umano. Siamo davanti a una condizione intollerabile – concludono Calabrese, Podimani e Chiavola – e pretendiamo risposte immediate e interventi concreti”.

Marta Privitera

asp, mario chiavola, Peppe Calabrese

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