Skip to main content

In Regione si naviga a vista, Schifani in balia della politica sotterranea che vuole farlo fuori

C’è aria di faida interna nella maggioranza che sostiene il Presidente Schifani. Approfittando del cosiddetto “caso Cuffaro”, parlamentari nazionali del suo stesso partito e dell’azionista di maggioranza della coalizione – Fratelli d’Italia – sparano a zero sul Presidente della Regione, tanto che le proteste e le iniziative messe in campo dall’opposizione sembrano buffetti benevoli sulla guancia.

Eccezion fatta per il deputato di lungo corso del PD, Antonello Cracolici”, che fornisce una chiave di lettura sibillina ma profonda di quanto sta accadendo: “questa storia giudiziaria è un capitolo di un lungo libro che verrà scritto in Sicilia nei prossimi mesi e che non riguarda solo Cuffaro”.

Francesco Ciancitto, parlamentare nazionale di Fratelli d’Italia, ha presentato una interrogazione al Ministro della Salute per chieder l’invio di ispettori “nelle strutture sanitarie siciliane che abbiano avuto rapporti contrattuali con la società Dussman”

Il deputato azzurro Tommaso Calderone, presidente della Commissione bicamerale per l’insularità, ha presentato un atto ispettivo facendo riferimento alle “indagini da parte della magistratura relative a presunti episodi di malaffare e corruzione nella gestione di appalti pubblici in ambito sanitario che coinvolgerebbero esponenti politici ed amministrativi”.

Critiche vengono mosse anche dal parlamentare siracusano Luca Cannata, di Fratelli d’italia, che afferma come “le parole emerse dall’inchiesta richiedono un intervento immediato per accertare l’efficienza dei protocolli sanitari, delle procedure di sicurezza e dei controlli interni nell’intera sanità siracusana”.

Anche Manlio Messina, attuale deputato nazionale del Gruppo Misto – ex Fratelli d’italia ed ex Assessore regionale al turismo – critica la scelta del Presidente della Regione sul nuovo metodo di nomina dei Direttori generali delle Asp – “la toppa è peggiore del buco” – chiedendone addirittura le dimissioni.

Che dire, infine, delle parole dell’attuale Ministro per la Protezione civile e per le Politiche del mare, ex governatore della Sicilia ed esponente di spicco di FdI Nello Musumeci, che afferma “La Regione siciliana è fondata sul sistema clientelare. Il problema è capire se si accetta questo sistema e si diventa complici o se invece ti metti di traverso e allora ti isolano e diventi divisivo, diventi un problema. Questa purtroppo è la tara che si porta dietro la politica siciliana. Non aggiungo altro, per carità di patria”.  

A tutto ciò si aggiunga la grana dell’Assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, per la quale la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio con l’ipotesi di corruzione, perché secondo i pm “si è fatta promettere e dare – come scritto nel capo di imputazione – da Caterina Cannariato, legale rappresentante della A&C Broker Srl, le utilità consistenti nella assunzione del nipote nonchè nel pagamento delle spese per l’alloggio di quest’ultimo quali corrispettivi dell’atto con il quale individuava la manifestazione promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario (di cui Cannariato era rappresentante regionale) denominata ‘XXIII ed. Donna, Economia e Potere’, ai fini della concessione di un finanziamento pubblico di 30.000 euro”.

La sostituzione dell’Amata dovrebbe essere una scelta obbligata, visto che in seguito al “caso Cuffaro” non solo Renato Schifani ha sostituito i due assessori in quota Dc ma ha escluso l’intero partito dalla maggioranza, ma l’attuale Assessore al Turismo è in quota Fratelli d’Italia – il partito che esprime ben 12 deputati regionali – partito che può decidere in ogni momento le sorti dell’alleanza politica che supporta Schifani.

Di  tutto questo bailamme cosa ne pensano l’on. Giorgio Assenza, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea Regionale Siciliana ed il senatore Salvo Sallemi?

A lume di naso sembra che abbiano adottato la politica dell’attesa: a seconda di come evolveranno le situazioni interverranno a colpo sicuro, lasciando al momento la patata bollente nelle mani di Schifani.

D’altronde  che il cerino sia rimasto in mano al Presidente della Regione è indubbio, che sta vedendo allontanarsi sempre più l’ipotesi di una sua ricandidatura.

Perché, per avere una visione completa della situazione, non bisogna dimenticare che fra poco più di un anno si tornerà a votare per il rinnovo del parlamento siciliano, i cui componenti dovranno eleggere il nuovo Presidente.

Le difficoltà che sta vivendo Schifani sono una occasione ghiotta per le altre forze del centro destra – soprattutto per Fratelli d’Italia –  per cercare di isolarlo e far abortire sul nascere una sua ricandidatura.

Nel frattempo le forze di opposizione che fanno? Il ritiro spirituale dei giorni scorsi ha partorito il topolino: la richiesta di dimissioni del Presidente della Regione era il minimo sindacale che potessero chiedere, anche perché non hanno i numeri per far passare una mozione di sfiducia nei suoi confronti.

In compenso, già qualche giorno dopo il “buon retiro” di San Martino delle Scale appaiono i primi distinguo: Ismaele La Vardera, l’ex Iena, fondatore del movimento “Controcorrente”, impone il primo aut aut dichiarando che “Se non si fanno le primarie e se dovessero esserci ingerenze romane scenderei in campo autonomamente come candidato Presidente della Regione”.

Nulla di nuovo sotto il sole, dunque: da una parte il centro destra che, nonostante le frizioni che abbiamo precedentemente elencato, troverà ugualmente la quadra  e correrà compatto; dall’altra il centro sinistra che non avendo particolari momenti di scontro al suo interno, finirà per trovarli in “zona Cesarini” per non perdere l’occasione di andare ancora una volta diviso alle urne.

Peppe Privitera

antonello cracolici, Cuffaro, Elvira Amata, Fratelli d'Italia, giorgio assenza, Ismaele La Vardera, Luca Cannata, Manlio Messina, Nello Musumeci, Salvo Sallemi, Tommaso Calderone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *