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Ragusa, sanità in crisi: difficoltà nelle prenotazioni e fondi insufficienti

Da giugno, ossia il mese a partire dal quale il CUP (Centro Unificativo Prenotazioni) ha assunto la gestione delle richieste per controlli e interventi, la situazione riguardante le liste di attesa è drasticamente peggiorata, soprattutto per quanto riguarda check up come le scintigrafie miocardiche, le ecografie, le TAC e la diagnostica in generale.

I problemi alla base sarebbero due: uno più recente, l’altro più pregresso. Da quando il CUP ha assunto la totale gestione delle richieste, lo stesso non è riuscito a soddisfare da solo l’enorme mole di lavoro.

Il secondo problema, di natura atavica, riguarda gli aggregati di spesa di cui dispone la provincia di Ragusa, insufficienti a coprire i fabbisogni reali della popolazione. Stando a quanto riportato dall’aggregato provinciale del 2025 infatti, per la provincia di Ragusa sono stati stanziati 530mila euro per la medicina nucleare e 2 milioni 769mila euro per la radiologia diagnostica. Volendo fare un confronto con la provincia di Siracusa, che registra solamente 10mila abitanti in più, la differenza è abissale: sono infatti 748mila gli euro stanziati per la medicina nucleare, mentre la radiologia diagnostica ammonta a 4 milioni 790mila euro.

Volendo trarre in analisi la situazione di altri reparti, il confronto risulta ancora più sbilanciato. Si pensi alla medicina fisica, dove per Ragusa l’importo ammonta a un aggregato provinciale di 639mila euro, mentre Siracusa arriva addirittura a poco più di 3 milioni di euro.

Discorso analogo per laboratorio e analisi, dove Ragusa racimola 5 milioni a fronte dei 10 milioni 219mila euro destinati a Siracusa. Situazione simile anche per l’odontostomatologia, dove l’aggregato provinciale di Ragusa ammonta a 401mila euro, mentre quello di Siracusa sfiora il milione e 600mila euro.

Anche per quanto riguarda il reparto riguardante le branche a visita, la situazione risulta essere impari: Ragusa raccoglie solamente 1 milione 434mila euro, a differenza di Siracusa che arriva addirittura a 4 milioni 726mila euro.

Ragusa risulta essere la terza provincia con l’aggregato provinciale più basso (totale 18 milioni), dietro a Enna (8 milioni) e Caltanissetta (12 milioni). Se l’aggregato provinciale di Enna risulta essere basso a causa dei confini limitati della provincia, casi come quelli di Ragusa e Caltanissetta mettono invece in luce uno squilibrio non indifferente.

Questo squilibrio vi è in primis nei confronti della provincia di Siracusa, la cui quantità di abitanti non è poi così lontana da aree come quelle di Ragusa e Caltanissetta. Se poi si vuole fare un confronto con altre province, il distacco è siderale: il totale di Agrigento ammonta a 42 milioni, mentre quello di Trapani supera i 47.

Molto più distaccate, per ovvi motivi di carattere geografico e demografico, le province di Catania e Palermo, i cui aggregati provinciali ammontano rispettivamente a 105 e 145 milioni di euro.

In questo senso, la situazione sembra migliorare: si spera infatti in un aumento dei fondi per il 2026. Intanto però, non avendo la copertura necessaria a livello di budget, le strutture non riescono a garantire le varie priorità. Nel caso di una priorità breve (10 giorni) ad esempio, non si riesce a soddisfare la tempistica d’intervento proprio a causa dei fondi mancanti. Simili dinamiche si hanno per le priorità differibili (60 giorni) e programmabili (180 giorni).

Questo problema influisce negativamente su malati con patologie gravi e anche oncologiche.

In attesa di miglioramenti, i vari centri della provincia navigano a vista, cercando di risolvere il problema con quelli che sono i mezzi a disposizione. Stiamo a vedere.

Antonio Latino

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