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Sopralluogo della Campo al cimitero di Modica: “Da anni solo silenzi e soldi alle chiese”

Sopralluogo della deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, al cimitero di Modica. Con lei Giovanni Avola, Pinuccio Lavima, Piergiorgio Barone, Saro Tribastone e Meno Rosa.


La visita arriva dopo anni di segnalazioni e polemiche sullo stato di abbandono delle edicole funerarie e dei loculi transennati. Campo annuncia un’interrogazione parlamentare e attacca duramente Ignazio Abbate.

Durante il sopralluogo la deputata ha definito la situazione “una vergogna che si trascina da anni, prima con la sindacatura Abbate e ora con l’attuale amministrazione”.
“Il Comune – ha detto – non può limitarsi a dire che non ha soldi perché è in dissesto. Questo ci sembra uno scaricabarile, dal momento che il cimitero è di competenza comunale e che si potrebbe anche agire con i fondi della protezione civile per poi rivalersi in danno dei proprietari.”

Campo ha poi ricordato il recente incontro tra il Prefetto di Ragusa, il Vescovo di Noto e la Sindaca Monisteri, da cui non sarebbe uscita alcuna soluzione concreta. “Ogni anno le stesse promesse – ha aggiunto – e intanto migliaia di cittadini non possono portare un fiore ai propri cari.”

L’interrogazione e la richiesta di chiarimenti

La deputata ha annunciato un’interrogazione parlamentare all’Assessore regionale agli Enti locali.
“Abbiamo chiesto di verificare se il Comune abbia già diffidato i proprietari a procedere con urgenza alla messa in sicurezza dei loculi e per quale motivo non sia ancora intervenuto agendo in danno. È una questione morale e civile che riguarda la dignità della città.”

In realtà, in merito alle richieste della Campo di verifica su eventuali diffide, a noi de Il Domani Ibleo preme precisare, per dovere di chiarezza e correttezza d’informazione che, come già riportato in questo articolo, il Comune di Modica ha emesso sette ordinanze di messa in sicurezza tra il 2016 e il 2024, notificando i provvedimenti ai legali rappresentanti delle edicole e ai soggetti concessionari.
Le strutture coinvolte sono quelle del Circolo G. Di Vittorio, della Società C. Papa (due edifici), e delle parrocchie di San Pietro, San Paolo e SS. Salvatore.


Le ordinanze quindi esistono, sono firmate e protocollate: diffidano i proprietari a eseguire i lavori di consolidamento. Il vero nodo non è l’assenza degli atti, ma l’assenza dei risultati. Inoltre il vicesindaco Saro Viola ha spiegato in quest’altro articolo che si stanno cercando i vecchi registri delle concessioni, molte risalenti agli anni Settanta, e che proprio questa complessità rallenta ogni intervento. In sostanza, senza l’iniziativa dei concessionari privati e risorse proprie, il Comune non potrà intervenire per mettere in sicurezza le edicole.

Abbate nel mirino: “Settecentomila euro alle parrocchie, zero per i loculi”

L’intervento della Campo non ha risparmiato l’ex sindaco e oggi deputato di maggioranza Ignazio Abbate.
“Ci fa specie sapere – ha detto – che l’onorevole Abbate si sia prodigato per finanziare con centinaia di migliaia di euro le parrocchie di Modica, per un totale di quasi 700.000 euro, e non abbia mai destinato risorse al cimitero. È paradossale che si trovino fondi per ristrutturare chiese e oratori ma non per garantire sicurezza a chi vuole solo portare un fiore ai propri defunti.”

L’affondo ha riaperto un vecchio capitolo della politica modicana. Durante la sindacatura Abbate, infatti, il cimitero già mostrava segni di cedimento, ma le priorità dell’amministrazione andarono altrove.
Insomma le ordinanze ci sono, ma non servono. I soldi non ci sono, ma si trovano per altro.

“Basta rinvii, servono decisioni”

Al sopralluogo hanno partecipato anche il rappresentante cittadino del gruppo territoriale di Modica Saro Tribastone e l’0ex assessore ai servizi cimiteriali Meno Rosa, che hanno chiesto alla sindaca Monisteri di “mettere fine alla campagna elettorale permanente e tornare ad amministrare”.
“Il culto dei morti – hanno detto – è il segno della civiltà di una comunità. Lasciare un cimitero in queste condizioni significa perdere rispetto per i vivi e per i defunti.”

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