Ragusa, il bando rifiuti finisce in aula: lunedì la resa dei conti in adunanza aperta

Dovrebbe essere rientrato lo stato di agitazione dei lavoratori dell’igiene urbana di Ragusa. La tensione però resta alta: il nuovo bando di gara del servizio di igiene urbana approderà in Consiglio comunale per una discussione in adunanza aperta prevista per lunedì 3 novembre, una seduta che si annuncia calda dopo giorni di scontri, accuse e ammissioni di errori da parte della stessa amministrazione.
La scintilla: un bando da 100 milioni con troppe ombre
Mentre il Centro comunale di raccolta resta chiuso la nuova gara d’appalto per la gestione dei rifiuti, per un valore stimato di oltre 100 milioni di euro, ha riacceso tensioni sindacali e politiche. L’amministrazione ha ammesso che sono emerse difformità tra il testo del bando ormai pubblicato e uno degli allegati, mentre sindacati e lavoratori hanno sollevato riserve sulle garanzie occupazionali previste. Segnalazioni analoghe sono arrivate anche da una ditta interessata a partecipare alla gara, suggerendo che le criticità non fossero marginali.
I rappresentanti sindacali hanno chiesto la correzione o l’eliminazione di un allegato che, a loro giudizio, modifica i livelli contrattuali del personale inserito nell’elenco delle salvaguardie, potenzialmente penalizzando alcuni lavoratori. La vicenda ha mostrato una situazione di incertezza formale: sebbene si parli di sistemazioni, manca una comunicazione ufficiale che sciolga il nodo sulla revoca o meno dello stato di agitazione.
I sindacati: “Non siamo contro il Comune, ma difendiamo i lavoratori”
Le organizzazioni sindacali, in particolare Uil Trasporti e Fit Cisl, hanno chiarito che la loro battaglia non è politica, ma riguarda la tutela concreta dei lavoratori coinvolti nel cambio di appalto. Il nodo principale resta l’allegato Conai, documento tecnico che – secondo i rappresentanti dei dipendenti – modifica in modo unilaterale i livelli contrattuali e le mansioni di alcuni addetti, con il rischio di ridurre le retribuzioni. «Non si tratta di cavilli burocratici – ha spiegato un delegato sindacale – ma di persone che rischiano di perdere centinaia di euro al mese. Il Comune deve garantire continuità e dignità a chi ogni giorno tiene pulita la città».
I sindacati chiedono quindi la correzione o eliminazione dell’allegato entro la scadenza fissata per la gara, per evitare ricorsi o sospensive che farebbero slittare l’intero procedimento. Allo stesso tempo, hanno chiesto un tavolo permanente con l’amministrazione e la ditta uscente per monitorare il passaggio di consegne e tutelare il personale. «Il nostro obiettivo – sottolineano – è far partire il nuovo servizio senza lasciare nessuno indietro. Ma serve trasparenza e volontà di ascolto, non risposte frettolose».
Il Pd all’attacco: “Decisioni che riguardano la città non possono passare sotto silenzio”
Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha depositato un’istanza formale per l’annullamento degli atti che hanno dato il via al nuovo appalto, sostenendo che un atto di tale portata — che incide sui servizi pubblici e sui soldi dei cittadini — doveva essere oggetto di confronto politico in Consiglio comunale. I democratici hanno ottenuto che il tema venga discusso in adunanza aperta proprio per assicurare trasparenza e partecipazione.
Per il Pd il problema non è solo la legittimità formale: è la scelta politica di non condividere con l’aula una decisione rilevante. «Non cerchiamo scontri — affermano i rappresentanti — ma verità, chiarezza e partecipazione».
La replica dell’amministrazione: “Confronti e incontri ci sono stati”
L’assessore all’Ambiente ha risposto accusando il Pd di intervenire tardivamente e di strumentalizzare la vicenda, ricordando gli incontri avuti con associazioni e sindacati. Tuttavia resta forte la contraddizione sulle responsabilità: in Consiglio era stato sostenuto che la stesura del capitolato spettasse alla SRR, mentre risulta che il lavoro tecnico e gli allegati siano stati preparati dagli uffici comunali. Questa discrepanza aumenta il sospetto di opacità nella gestione del procedimento.
Centro di raccolta chiuso, scatta l’allarme di Ragusa in Movimento
Alla denuncia dei consiglieri comunali si aggiunge anche quella di Ragusa in Movimento, l’associazione politico-culturale guidata da Mario Chiavola, che parla apertamente di una situazione “ormai fuori controllo”. La chiusura del Centro comunale di raccolta, infatti, sta generando gravi disagi e un aumento dei rifiuti abbandonati nelle aree limitrofe. «In assenza di alternative efficienti – afferma Chiavola – molti cittadini si trovano costretti a lasciare gli ingombranti vicino alla struttura, con rischi igienici e ambientali sempre più evidenti». L’associazione sollecita l’amministrazione comunale a intervenire subito, con un piano d’emergenza e tempi certi per la riapertura del centro, avvertendo che “l’incuria e l’inefficienza non possono continuare a compromettere la qualità della vita dei ragusani”.
Forza Italia chiede un cambio all’assessorato all’Ambiente
Ad alimentare il dibattito interviene anche Gaetano Mauro, consigliere comunale di Forza Italia, che chiede al sindaco Cassì una riorganizzazione delle deleghe e un avvicendamento all’assessorato all’Ambiente. «È sotto gli occhi di tutti – afferma Mauro – che la città è sporca, il verde non è curato e il centro di raccolta resta chiuso, mentre la tassa sui rifiuti arriva puntuale». Il consigliere sottolinea come il nuovo appalto sui rifiuti, del valore di oltre 100 milioni di euro, abbia richiesto tre proroghe e oggi presenti ancora criticità. «Servono risposte immediate e un cambio di passo radicale – conclude Mauro – perché con rifiuti e acqua non si scherza di certo».
L’appuntamento decisivo
Il momento della verità sarà in Consiglio comunale aperto lunedì 3 novembre alle 18, quando il bando verrà discusso pubblicamente. Sarà l’occasione per chiarire responsabilità, garanzie per i lavoratori e modalità di gestione del servizio che riguardano la vita quotidiana della città.
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