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La DC si congratula con l’ing Guccione di Iblea Acque, ma il benvenuto profuma di polemica

La Democrazia Cristiana di Ragusa torna a parlare di Iblea Acque S.p.A., ma lo fa con il consueto doppio tono: una mano che accarezza e una che colpisce.

Nel comunicato diffuso dalla segretaria provinciale Anna Maria Aiello, il partito esprime sì “congratulazioni” al nuovo amministratore unico ing. Stefano Guccione, ma accompagna gli auguri con una lunga lista di numeri che dipingono una situazione finanziaria tutt’altro che tranquilla.

Numeri che fanno rumore

Secondo i dati forniti, il bilancio 2024 di Iblea Acque si chiude con un utile d’esercizio — al netto delle imposte — di appena 13.164 euro, a fronte di 33,2 milioni di euro di crediti e 29,5 milioni di euro di debiti, di cui nella relazione sulla gestione e nella nota integrativa non si riscontra il dettaglio dei crediti verso i comuni soci e relative valutazioni di merito . Una forbice imponente, che fa riflettere sulla reale solidità della società. A destare maggiore preoccupazione, però, è la mancanza di dettagli sui crediti vantati verso i Comuni soci e sulle relative valutazioni di merito.

Il peso sui Comuni

La DC sottolinea come molti Comuni abbiano anticipato spese a carico proprio per compensare ritardi e inefficienze nel passaggio dei servizi idrici integrati. In particolare, il Comune di Ragusa, che detiene una quota del 23,07% della società, vanta un credito di 11.474.423,60 euro. Una cifra considerevle che, per cautela contabile, è stata interamente iscritta nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, riducendo la disponibilità effettiva dell’avanzo comunale da 13,5 milioni a poco più di 2 milioni di euro. In pratica, risorse che sarebbero potute andare a scuole, manutenzioni o servizi sociali restano oggi bloccate da un sistema che continua a presentare più ombre che trasparenza.

La DC: il bastone e la carota

La DC quindi si complimenta con al nuovo amministratore unico ing. Stefano Guccione e al contempo invoca “piani di rientro entro 24 mesi” per restituire ai Comuni quanto anticipato. Una richiesta legittima, ma che arriva tardi. Perché quando la gestione era affidata all’ingegnere Franco Popidomani — quella che ha generato i debiti attuali — il partito era rimasto silenzioso, nonostante le prime notizie sulle morosità fossero già emerse pubblicamente. Già ad agosto dello scorso anno, il Comune di Ragusa aveva anticipato 8 milioni di euro alla società per far fronte alle difficoltà di cassa. E lo stesso Popidomani, in quescienza ma percettore di regolare compenso, era finito nell’occhio del ciclone per la gestione ritenuta da più parti inefficiente e per i disservizi segnalati in diversi comuni della provincia. Un silenzio che oggi stride con la nuova attenzione ai conti.

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