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Ragusa: la scrittura al centro dell’interessante e partecipato workshop promosso dall’Asp

Un’intera giornata dedicata alla scrittura come strumento di cura, di espressione e di diagnosi. È questo il senso del workshop intitolato “La scrittura tra identità e diagnosi. Approcci psicodinamici e clinici”, promosso dall’ASP di Ragusa che si è tenuto giovedì nella Sala SIMT di piazza Igea. 

Responsabile scientifico dell’iniziativa è stata la dottoressa Omaira Di Rosa, dirigente psicologo del Consultorio familiare di Ispica, che insieme a un gruppo di professionisti ha proposto delle riflessioni ed esperienze pratiche sul valore terapeutico della scrittura. 

“In un’epoca societaria connotata dalla focalizzazione alle apparenze e dalla superficialità relazionale-ha spiegato la Dott.ssa Omaira Di Rosa-promuovere l’uso della scrittura è un indirizzo percorribile per ritrovare autenticità e mediazione dell’esperienza. La scrittura permette all’esperienza di “esistere”, di fornire scambi sociali oltre l’indicibilità del vissuto. Dal fare esperienza all’avere esperienza c’è un passaggio che richiede accompagnamento e la scrittura può rivestire tale funzione. Nei bambini impiegare la scrittura stimola la fantasia e rafforza l’autostima. Negli adolescenti consente l’espressione dei conflitti inter e intra personali, aiuta a sviluppare l’ascolto verso il proprio mondo interno. Negli adulti e negli anziani la scrittura permette di riappacificarsi con la propria storia, lasciando emergere ricordi e riannodando fili interrotti”

Il workshop, moderato dalla collega Mariacarmela Torchi, che ha portato anche la sua testimonianza come giornalista e scrittrice raccontando l’importanza della scrittura nella sua vita personale e professionale, è stato diviso in una sessione mattutina e una sessione pomeridiana.

Nella sessione mattutina di sono alternati relatori provenienti da diversi ambiti: medici psichiatri, psicologi, grafologi che hanno affrontato l’aspetto più clinico della scrittura come strumento di cura. 

Tra i temi affrontati: la “Narrazione come strumento e cura” affrontato dalla Dott.ssa Sara Ruta Dirigente Medico psichiatra presso l’Unità operativa complessa di Psichiatria Modica-Scicli dell’Asp7 di Ragusa con esperienza in varie comunità terapeutiche e con un Master in Medicina narrativa applicata.

Si è poi continuato a parlare di “Pratiche narrative: il valore clinico della scrittura” con la Dottoressa Omaira Di Rosa Dirigente psicologo del Consultorio Familiare Ispica-Pozzallo dell’Asp di Ragusa.

Alla Dott.ssa Francesca Mattei psicologa clinica, grafologa professionista specializzata in Grafologia Giudiziaria ed Educazione del Gesto Grafico sono stati affidati due interventi il primo sull’importanza della scrittura in quanto traccia, potenzialità e risorsa nella pratica clinica ed il secondo sulla scrittura tra i banchi di scuola e il suo ruolo importante nell’apprendimento.

A spiegare come e perché la nostra scrittura cambia nel tempo l’Avv. Salvatore Caccamo specializzato in grafologia forense e cofondatore di Arigraf Catania oggi ArigrafMediterraneo. 


La regista e fotografa Alessia Scarso si è soffermata invece sul tema “Graphos nel racconto audiovisivo” spiegando come anche nel linguaggio cinematografico la scrittura abbia la sua importanza. 

La sessione pomeridiana è stata invece dedicata al racconto di testimonianze di esperienze fatte sul campo.

Toccante l’intervento della Dott.ssa Sara Ruggeri, direttore dell’Ufficio esecuzione penale esterna di Ragusa, Dipartimento giustizia minorile e di comunità. Nel suo intervento ha parlato dell’importanza del laboratorio di scrittura creativa come esperienza di autoconsapevolezza e di riscatto nei percorsi di esecuzione penale esterna.

A seguire la dott.ssa Omaira Di Rosa ha portato l’esperienza del “Gruppo come luogo di scrittura: l’Atelier di scrittura creativa realizzato al consultorio familiare”

Spazio infine al confronto aperto e alle attività pratiche che hanno suscitato grande coinvolgimento da parte dei partecipanti. 

In tutti gli interventi è emersa la necessità di recuperare non solo la capacità di scrivere per poter esprimere ed elaborare le proprie emozioni, i propri dolori, le proprie perdite ma la necessità di recuperare il gesto della scrittura in quanto tale. La scrittura infatti ci identifica, dice molto di noi, di come siamo e anche di come stiamo. 

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