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Modica Alta, i legali della donna aggredita querelano l’autore del video e chi lo ha condiviso

L’aggressione avvenuta lo scorso 8 ottobre in Corso Principessa Maria del Belgio e ripresa in un video poi diventato virale sui social non sarebbe un caso di omofobia. A chiarirlo è lo studio legale Francesco Riccotti & Co, che ha assunto la difesa della donna protagonista delle immagini.

“Non è un caso di omofobia” – chiariscono i legali

Attraverso una nota ufficiale, i legali hanno ritenuto necessario escludere che l’episodio rientri nell’ennesimo caso di omofobia, fornendo un chiarimento cruciale in un momento di forte eco mediatica. «Ci corre l’obbligo, inoltre, di precisare ovvero di escludere che trattasi dell’ennesimo caso di omofobia», si legge nel comunicato dello studio legale.

Ringraziamenti ad Arcigay Ragusa per l’intervento “corretto e rispettoso”

Nonostante la precisazione, i difensori hanno espresso il proprio apprezzamento per l’associazione Arcigay Ragusa e per l’intervento tempestivo del presidente Andrea Ragusa, intitolato “Sorella, non sei sola”. «Intendiamo ringraziare l’associazione Arcigay di Ragusa per l’intervento tempestivo e ne apprezziamo il taglio, la correttezza formale e sostanziale dell’intervento educato, corretto e rispettoso della ‘sorella’ posta al centro del turbinio mediatico», dichiarano i legali, che si sono inoltre detti lieti di collaborare con l’associazione “per la tutela reale e corretta della dignità della protagonista”.

Querela contro chi ha filmato e diffuso il video

Parallelamente alla gestione della comunicazione pubblica, lo studio Riccotti & Co ha avviato un’azione legale formale. È stata infatti presentata querela nei confronti dell’autore del video e di “tutti coloro che lo hanno rilanciato sui social”. Secondo i legali, l’autore della ripresa avrebbe anche omesso di intervenire o di allertare le forze dell’ordine, aggravando così la propria posizione.

Un episodio che ora entra nella fase giudiziaria

L’aggressione, ripresa nella notte dell’8 ottobre, mostra un uomo che colpisce e insegue una donna lungo la strada, mentre qualcuno filma senza intervenire. Il video, divenuto rapidamente virale, aveva suscitato indignazione e condanna da parte della comunità locale e delle associazioni per i diritti civili. Ora il caso entra nella fase legale, con la difesa della donna che punta a tutelarne privacy e dignità, ma anche a definire chiaramente la natura dell’episodio, distinto da qualsiasi movente discriminatorio.

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