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Sequestro a Vittoria, il padre di Gaetano Nicosia: “Mio figlio deve riprendere la sua vita”

“Nella mia azienda non ho mai avuto problemi, non ci sono stati contrasti con clienti o fornitori. E non c’è stato nessun segnale d’allarme”. Sono le parole del padre di Gaetano Nicosia, il diciassettenne sequestrato giovedì sera a Vittoria e rilasciato dopo meno di 24 ore. Le dichiarazioni sono state riportate dall’agenzia Ansa.

Il giovane, che frequenta il quarto anno di un istituto tecnico commerciale privato, sta cercando di lasciarsi alle spalle l’esperienza vissuta. Ieri mattina si è recato con il padre nell’azienda di famiglia, che opera nel settore dell’ortofrutta, e nei prossimi giorni tornerà a scuola. “Mio figlio è tornato con me in azienda. Nei prossimi giorni, appena se la sentirà, tornerà a scuola. È necessario che riprenda la sua vita. Quest’esperienza è stata durissima, ma è un ragazzo forte. E noi siamo una famiglia molto unita”, ha dichiarato il padre, come riportato dall’Ansa.

Le indagini proseguono

Gli inquirenti hanno già ascoltato Gaetano subito dopo il rilascio, ma il giovane sarà nuovamente sentito per approfondire la ricostruzione di quanto accaduto. “Gli inquirenti ci hanno detto che dovranno risentirlo. Noi attendiamo che ci convochino, non conosciamo ancora la data. Ovviamente saremo disponibili per tutto ciò che è necessario. Confidiamo nel lavoro di polizia e magistrati”, ha aggiunto il genitore.

La ricostruzione del sequestro

I fatti risalgono alla sera del 25 settembre, quando intorno alle 21.30 il ragazzo si trovava con alcuni amici nel quartiere Forcone, in via Marangio. Due uomini armati e con il volto coperto, a bordo di una Fiat Panda scura, si sono avvicinati al gruppo e hanno puntato direttamente al 17enne. Dopo avergli sottratto il cellulare, gettato a terra, lo hanno costretto a salire sull’auto. Prima di allontanarsi avrebbero rassicurato i presenti dicendo: “Non vi preoccupate, vogliamo solo lui”.

Le telecamere di videosorveglianza della zona hanno ripreso parte della scena, ma non hanno consentito di individuare con certezza le targhe delle vetture. Le indagini, coordinate dalla Procura di Ragusa, sono ancora in corso e non viene esclusa alcuna pista.

La liberazione

Il rapimento si è concluso positivamente nella serata successiva, quando Gaetano Nicosia si è presentato presso il Commissariato di Vittoria accompagnato da un amico, dichiarando di essere stato appena liberato. Non è mai arrivata alcuna richiesta di riscatto e gli inquirenti continuano a vagliare tutte le possibili motivazioni del sequestro, senza al momento escludere nessuna ipotesi.

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