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Erosione litorale di S. M. del Focallo, il sindaco Leontini: “No rischi, ripascimento in sicurezza”

Il fenomeno di erosione dei litorali colpisce in maniera significativa la provincia di Ragusa, le cui coste basse e sabbiose sono fra quelle particolarmente a rischio.

L’erosione costiera è causata sia da fattori naturali- onde, vento, maree, correnti marine e l’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico -che da fattori antropici, tra cui l’urbanizzazione costiera, la costruzione di opere di difesa rigide, la riduzione dell’apporto di sedimenti dai fiumi.

Uno dei tratti di costa soggetta ad erosione è quello di Santa Maria del Focallo e si sta cercando di porre rimedio al problema.

Ne parliamo, in questa intervista, con il Sindaco di Ispica Innocenzo Leontini

Il Progetto per tutelare il litorale di Santa Maria del Focallo, dopo un lungo iter, sembra in dirittura d’arrivo. Di cosa si tratta?

“Si tratta del completamento di una procedura che è iniziata anni fa, che è stata sottoposta a una serie di passaggi burocratici che hanno provocato sicuramente un trascorre del tempo esagerato, tanto da poterle  definire pastoie. 

Adesso, con l’intervento dell’alto Commissario per la lotta all’erosione dottor Tominello, è stata costituita una commissione tecnica, di cui è presidente il professore Gaetano Armao, che dovrebbe completare l’iter della procedura e passare subito operativamente ad una caratterizzazione delle sabbie che si è deciso di asportare da Pozzallo e non più dalla zona del trapanese, come in un primo tempo improvvidamente ci si era orientati a fare a Palermo.

Le sabbie dal porto di Pozzallo

Invece qualche giorno fa, abbiamo appreso dal commissario Tominello  che il comitato si orienterà in questa direzione e che le sabbie saranno comunque prelevate dal porto di Pozzallo,  caratterizzate, verificate  e se indenni da qualsiasi tipo di impurità poi utilizzate nell’inizio dei lavori della realizzazione del ripascimento morbido”.

Si tratta, quindi, di un ripascimento morbido effettuato con l’integrazione della sabbia prelevata dal porto di Pozzallo, struttura vittima da sempre di un fenomeno di insabbiamento. Ma queste sabbie sono direttamente riutilizzabili?

“Certo, la verifica della compatibilità delle sabbie per l’utilizzazione nel ripascimento,  quindi la caratterizzazione, è la verifica che le sabbie siano indenni da impurità, danni da idrocarburi o altro. La gara fu aggiudicata nel 2019 siamo nel 2025, sono trascorsi sei anni, quindi è chiaro che l’opera inizia ma per essere completata ha bisogno anche di un’integrazione finanziaria perché fu aggiudicata con quel prezziario e con quei costi e adesso bisogna aggiornarli. Infatti, sono stati previsti 700 mila euro di supplemento in aggiunta rispetto all’importo precedente per consentire all’opera di essere completata definitivamente.“

Tempo fa c’è stata una raccolta di firme – forse anche una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Pozzallo – promossa dai residenti del litorale che va dal perimetro urbano della città marinara fino a Santa Maria del Focallo, che chiedevano interventi contro l’erosione di quel tratto di costa. Dato che ogni intervento all’interno di una unità fisiografica tende a modificare sottoflutto lo stato della costa, nella progettazione dell’intervento a Santa Maria del Focallo è stato preso in considerazione questo fenomeno,anche se si tratta di ripascimento e quindi meno invasivo di altri interventi effettuati. In caso contrario si creerebbe il problema della coperta troppo corta…

Sono esclusi rischi, gli esperti hanno le idee chiare

“Credo che i tecnici si siano occupati anche di questa compatibilità e di questo aspetto però io non sono in grado di verificare se in modo specifico questi aspetti siano tutti curati, dovremmo chiedere sia all’autore del progetto che ai geologi che si sono occupati della vicenda negli anni. Credo però che uno sguardo d’insieme  lo abbiano rivolto all’intera fascia costiera, compresa quella pozzallese, per, scongiurare che potessero esserci conseguenze. Infatti la prima volta, la prima operazione di ripascimento morbido, è stata curata in modo tale da non provocare conseguenze  e non ne ha provocato. Addirittura consultando dei geologi  dall’università di Palermo  ho appreso, nonostante la mitologia diffusa,  che non sono stati i lavori del porto di Pozzallo a determinare l’erosione nella zona costiera di competenza del territorio ispicese, imputabile invece al movimento delle correnti, alle maree alla scarsa affluenza a mare dei fiumi, insomma a tutta una serie di concause talmente evidenti che hanno provocato questi fenomeni“.

Peppe Privitera

dottor Tominello, erosione, fascia costiera, fattori antropici, porto pozzallo, professore Gaetano Armao

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