Salute, oggi parliamo della Sindrome del “Papavero alto”

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La sindrome del papavero alto è quella sensazione di invidia che potremmo provare quando qualcuno attorno a noi sta avendo successo.

Il nome “sindrome del papavero alto” trae spunto da un aneddoto storico sull’imperatore Tarquinio il Superbo. Quando gli fu chiesto consiglio su come mantenere un buon controllo sulla popolazione, Tarquinio il Superbo iniziò a camminare nei campi tagliando i papaveri che trovava più alti rispetto ad altri.

Con questo gesto, l’imperatore spiegò che, per mantenere il controllo, occorreva “eliminare tutto ciò che stava al di sopra degli altri”. Da questo aneddoto, il nome “sindrome del papavero alto” è stato, quindi, utilizzato per indicare le ripercussioni del successo altrui sulle singole persone.

Quando nel nostro cammino incontriamo un “papavero alto”, capita spesso di provare invidia. L’invidia è un’emozione che appartiene a tutti gli essere umani e, in alcuni casi, può influenzare la nostra esistenza in modo molto significativo. Il successo altrui può innescare sentimenti di inferiorità, frustrazione, ingiustizia.

È il caso in cui si provi insoddisfazione per la propria vita o si avverta forte il timore di non raggiungere la propria realizzazione personale. La sindrome del papavero alto si verifica quando ci scontriamo con qualcosa degli altri che noi non abbiamo; può manifestarsi a livello comportamentale con il desiderio di emulare il successo osservato, ma anche con la negazione dei traguardi altrui o con il tentativo di sabotarli.

L’invidia è un’emozione complessa che riguarda sentimenti di rivalità, di inadeguatezza e di inferiorità.

L’invidia è strettamente collegata alla realizzazione dei singoli obiettivi personali, ma può toccare anche tematiche più profonde ed esistenziali, come la consapevolezza dei propri valori di vita o la valutazione della propria autostima, ossia il giudizio che ognuno ha di sé.

All’interno della nostra società provare invidia è oggetto di vergogna e rifiuto; al contrario, è un’emozione che attribuiamo spesso agli altri per fare inferenze sulle loro intenzioni. In realtà, provare invidia è un fenomeno del tutto comune e solo in certe condizioni può considerarsi patologico.

L’invidia diventa patologica quando è retta da processi cognitivi rigidi e disfunzionali: se dal confronto con l’altro scaturiscono pensieri persistenti di autosvalutazione e inferiorità, potrebbero conseguire comportamenti disfunzionali come, ad esempio, condotte aggressive verso altri o se stessi.

Rossana Kopf

Psicoanalista

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