L’urna di San Corrado torna nell’Eremo fuori le mura di Noto, avviati i festeggiamenti in Diocesi

Da luglio ad agosto ci saranno i solenni festeggiamenti estivi in onore di San Corrado Confalonieri, patrono della Città e compratono della Diocesi.
Il via questa notte, con la traslazione dell’urna reliquiaria dalla Cattedrale all’Eremo di San Corrado fuori le mura. Una notte storica per la Diocesi e per la Città. Una processione sentita e partecipata che si è conclusa all’alba con la celebrazione della Santa Messa.
In quest’anno giubilare: il Giubileo a Roma, i 180 anni della fondazione della Diocesi, i 510 anni della Beatificazione di San Corrado e i 400 anni dalla diffusione del culto in suo onore, i solenni festeggiamenti hanno avuto inizio in modo particolare con un incontro tra fede e devozione. I festeggiamenti si concluderanno il 31 agosto, ma in questo mese l’Urna farà tappa nelle città di Avola, Pachino, Portopalo e Rosolini città dove oltre a Noto è forte l’affetto per San Corrado.
L’Eremo di San Corrado da sempre è meta di pellegrini e in occasione dei festeggiamenti sarà aperto dal 27 luglio al 9 agosto ininterrottamente, giorno e notte. Nella sua omelia il Vescovo di Noto, Mons. Salvatore Rumeo ha parlato di “pellegrinaggio speciale nel cuore della notte”, un ritorno alla casa sulla strada “che ha raccontato tante fatiche e tante preghiere”.
“Qui, nella sua casa, San Corrado ha insegnato e insegna, ieri come oggi, al popolo netino e a quanti lo hanno cercato e invocato, l’arte della preghiera. L’arte di dialogare filialmente e amichevolmente con il Signore delle Misericordie” ha rimarcato il Vescovo Rumeo. Luoghi in cui San Corrado ha sperimentato la vicinanza del Signore nel silenzio del cuore.
Chiamati a vivere l’oggi narrando la santità di Dio
“Noi siamo creature, amate e chiamate per nome da Dio Padre. Siamo fragili, fallibili e peccatori che hanno bisogno del perdono come del pane quotidiano e che pregano per non essere abbandonati in balia delle prove. Nelle nostre piccolezze, amati da Dio siamo destinati al Regno, chiamati alla santificazione, a vivere l’oggi narrando la santità di Dio con un agire improntato a giustizia e carità” ha ricordato ancora il presule netino.
Inoltre riferendosi alla figura di San Corrado ha aggiunto che bisogna contemplare la sua persona in quanto: “uomo di Dio che illuminato dallo Spirito innalza la sua anima al Cielo e agli altri offre se stesso, la sua vita povera e la sua ricchezza interiore. Quella di San Corrado è stata preghiera di lode e di domanda che esprime filialità e povertà. Corrado chiede perché ha fiducia nel Suo Signore! Lui sa che il Padre “conosce” ciò di cui gli uomini hanno bisogno (cfr. Mt 6,8), ancor prima che glielo domandino”.
L’umanità di Corrado è quella da seguire, il suo cammino, così da ritrovare Dio nella vita di ciascuno. “San Corrado ci insegna che chi prega è un cercatore di Dio e il quaerere Deum è il sigillo di una vita di preghiera. E Dio lo si cerca scrutando le Scritture, nell’azione liturgica, nel fratello, nella storia. E la rivelazione presenta Dio stesso in cerca dell’uomo, lo presenta come colui che scende là dove si trova l’uomo” sottolinea Mons. Rumeo.
Che ancora nell’omelia aggiunge: “L’uomo che prega è come un viandante in cammino che bussa alla porta di una casa per trovare alloggio. È un pellegrino come lo è stato Dio stesso che ha accompagnato la peregrinazione del popolo nell’esodo, che è andato in esilio con il suo popolo quando la sua gloria ha abbandonato il tempio per seguire il popolo nella deportazione. Il Dio biblico è stato compagno di viaggio del popolo nel cammino del deserto”.
Il riferimento alla pace nel mondo
Il Vescovo di Noto nella sua omelia ha poi ricordato l’esigenza di una pace urgente soprattuto nella striscia di Gaza dove vengono calpestati i diritti umani di ciascuno. Ha chiesto di pregare in modo incessante per la pace.
“Non possiamo ancora tacere o rimanere inermi dinanzi al grido innocente dei bambini. Gaza è dove si consuma ogni guerra, piccola o grande che sia, Gaza è dove vengono calpestati i diritti di ciascun uomo, Gaza è dove l’uomo muore per la mano violenta di Caino che non deve essere toccato. Torni la pace nel mondo!Alle nostre comunità, San Corrado, suggerisca nuove vie di pace, gesti generosi e nobili, spazi di dialogo e di paziente attesa, giorni di vera fede e prosperità feconda” ha sottolineato mons. Salvatore Rumeo.
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