Sicilia: Balneari in protesta contro le nuove regole previste dal decreto infrazioni nazionale
La Regione Sicilia è una regione a statuto speciale? La risposta è ovvia ma non per tutti.
A volte, infatti, ci si dimentica che la Regione ha proprio statuto e questo fa si che in determinate condizioni si applichino delle leggi e dei regolamenti che sono appunto stati approvati affinché la nostra Regione possa adottarli per venire incontro a delle esigenze diverse da quelle delle altre regioni.
Questa premessa è d’obbligo per capire che inserire il regolamento dei balneari siciliani nel decreto infrazioni nazionale non è stata una scelta vincente.
Il Demanio marittimo della Sicilia appartiene alla Regione ed è stata sempre la Regione a dettare le regole. Questo perché la Sicilia sotto questo profilo ha fatto sempre in un certo senso storia a sé. Adesso invece dovrà applicare le stesse regole che valgono per tutte le altre regioni ma questo cosa comporta?
Le nuove regole del decreto infrazioni nazionale
Tra le misure principali, il provvedimento prevede che le concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per l’esercizio delle attività turistico ricreative e sportive sono prorogate fino al 30 settembre del 2027, con obbligo per i Comuni di avviare tassativamente le gare entro il 30 giugno precedente. Ma i sindaci avranno la facoltà di anticipare i bandi presentando un’adeguata motivazione. Il termine delle concessioni, inoltre, potrà essere allungato fino al 31 marzo 2028 per contenziosi pendenti o altre ragioni oggettive di difficoltà nell’esecuzione delle gare. Previsti indennizzi per i concessionari uscenti, a carico di quelli subentranti, mentre non ci sono prelazioni a loro favore.
Nei fatti quindi i Comuni in regola con l’adozione dei Piani di utilizzo del demanio marittimo possono emanare bandi per assegnare nuove concessioni per un periodo fra i 5 e i 20 anni, mentre i Comuni ancora non dotati del piano possono assegnare concessioni solo per una durata massima di 6 anni.
A spiegarlo è l’assessore regionale al territorio e ambiente Giusi Savarino che precisa inoltre che fatta salva la proroga prevista dal governo nazionale fino al 2027 delle concessioni esistenti, che rappresentano appena il 17% della risorsa disponibile, abbiamo predisposto linee guida per il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime, destinate a orientare l’attività amministrativa dei Comuni. Questo provvedimento individua la procedura per la concessione di nuovi beni demaniali marittimi destinati a attività turistico-ricreative e sportive, gli interventi ammissibili e le indicazioni per la valutazione delle domande, nel rispetto delle normative nazionale e regionale. Con questa sana sinergia tra governo regionale e Comuni, attiviamo nuove opportunità di sviluppo e di lavoro, con una maggiore attenzione all’ecosostenibilità ambientale e all’attivazione di servizi che valorizzino le specificità e le tradizioni culturali ed enogastronomiche dei territori”
Le contestazioni dell’Associazione Balneari
Ed è qui come si dice che casca l’asino. Il primo punto che viene contestato dal presidente dell’Associazione turistica balneare Antonio Firullo che a suo dire è in contrasto con la direttiva europea Bolkestein, che prevede l’obbligo di selezione solo se il numero di autorizzazioni è limitato per la scarsità di risorsa, sta proprio nel fatto che spiega Firullo “l’assessore Savarino ha dichiarato e in modo chiaro ed esplicito che i concessionari balneari esistenti sul territorio rappresentano solo il 17% dell’occupazione del suolo demaniale, quindi riconosce che nel nostro territorio non c’è una scarsità di risorse del bene demaniale”
Basterebbe questo secondo Firullo a far crollare tutto il sistema su cui sono costruite le nuove regole. Non solo Firullo evidenzia fra l’altro che gli stabilimenti in realtà occupano uno spazio inferiore a questa percentuale. Non solo secondo Firullo ad oggi non esistono nuove aree da mettere al bando.
E i Comuni non hanno competenze per gestire queste nuove responsabilità, che secondo Firullo, la Regione vuole scaricare su di loro per togliersi un peso non indifferente. “Nessun comune costiero- dichiara con certezza il presidente dei balneari siciliani- può effettuare i bandi e consegnare tratti di spiaggia siciliane ai privati. Prima dovrebbero essere fatti i regolamenti attuativi, poi pubblicare il bando per consentire a tutti di potere aspirare alle nuove aree individuate nei PUDM dei Comuni Costieri, approvati dall’ARTA e dopo avere ottenuto anche il VAS/VIA, assicurare l’evidenza pubblica della richiesta di concessione, indire una conferenza dei servizi con tutti gli Enti preposti al Pubblico Demanio Marittimo. Un procedimento, come detto, ad oggi inesistente”.
Firullo denuncia inoltre che l’associazione balneari è stata esclusa dal tavolo tecnico regionale ma anche da quelli comunicali e quindi non c’è stato nessun confronto con chi nei fatti ha una reale conoscenza della materia e sa come funzionano le cose.
“Noi non siamo mai stati chiamati a partecipare alla stesura dei pudm dei comuni – spiega Firullo- e per questo motivo li riteniamo carenti perché realizzati solo per riconoscere le aeree esistenti non prevedendo nuove aree che sarebbero motivo di sviluppo turistico. Non c’è dubbio che per noi le nostre concessioni estese al 2033 sono valide avendo seguito l’iter previsto dalla legge regionale di Musumeci e la stessa direttiva europea perché le nostre richieste sono state pubblicate preventivamente dal portale pubblico del demanio marittimo della regione.
Senza di noi- prosegue Firullo- i Comuni hanno realizzato strumenti pianificazione delle spiagge del tutto errati. Eppure siamo solo noi che lavoriamo sul Demanio Marittimo, che garantiamo quei servizi che nemmeno i comuni fanno, seppure obbligati per legge. Noi abbiamo dato un cuore ad un fazzoletto di sabbia con il servizio di primo soccorso, con una infermeria attrezzata, il salvataggio con i bagnini, la pulizia dell’arenile tutto l’anno e l’accesso per le persone diversamente abili. Garantiamo cospicui introiti alla regione e lavoro a tanti disoccupati, specie tra i giovani, con un giro d’affari non indifferente. Siamo noi il volano del turismo in Sicilia, non altri. Ebbene, possiamo affermare che la maggioranza dei PUDM dei Comuni Costieri non ha previsto nuove aree da consegnare al bando, quindi a che serve la nuova Delibera di Giunta regionale? Noi concessionari della Sicilia non siamo secondi a nessuno, siamo aziende a carattere familiare, non “Briatori milionari” , paghiamo ogni genere di tassa e balzello e pretendiamo rispetto! Abbiamo sospeso gli incontri con la nostra deputazione regionale all’ARS e indetto l’Assemblea degli associati per Sabato 22 Febbraio a Catania per sottoscrivere il Verbale e dare mandato ai nostri legali, gli Avvocati Scuderi Andrea e Giovanni Mandolfo, anche a tutela degli interessi dei Concessionari della Sicilia”
Antonello firullo, assessore regionale al territorio e ambiente Giusi Savarino, balneari, Comuni, Decreto infrazioni nazionale, piano spiagge, regione sicilia



