Il Papa a Trieste nel suo discorso cita Giorgio La Pira quale testimone di speranza 

(Nostro servizio particolare) – Questa mattina alle 8 il Santo Padre Francesco si è recato a Trieste per la conclusione della 50ª Settimana sociale.

Nel suo intervento il Pontefice ha salutato tutti i delegati italiani riuniti in assemblea per ascoltare il messaggio.

Un breve e intenso discorso, parole tante attese per proseguire con coraggio e perseveranza il lavoro nei propri territori di appartenenza.

All’inizio del suo discorso il Papa ha ricordato “La storia delle “Settimane” si intreccia con la storia dell’Italia, e questo dice già molto: dice di una Chiesa sensibile alle trasformazioni della società e protesa a contribuire al bene comune. Forti di questa esperienza, avete voluto approfondire un tema di grande attualità: “Al cuore della democrazia. Partecipare tra storia e futuro”.”

Inoltre, il pontefice ha rimarcato come oggi la democrazia non gode di buona salute e ha proposto due riflessioni. 

“Questo – dice il Pontefice – ci interessa e ci preoccupa, perché è in gioco il bene dell’uomo, e niente di ciò che è umano può esserci estraneo”.

Le due riflessioni si sono concentrate sulla democrazia a partire dalla crisi che sta attraversando.

“Ciò che limita la partecipazione è sotto i nostri occhi. Se la corruzione e l’illegalità mostrano un cuore “infartuato”, devono preoccupare anche le diverse forme di esclusione sociale. Ogni volta che qualcuno è emarginato, tutto il corpo sociale soffre.” ha rimarcato il Santo Padre.

“La seconda riflessione è un incoraggiamento a partecipare, affinché la democrazia assomigli a un cuore risanato. E per questo occorre esercitare la creatività. Se ci guardiamo attorno, vediamo tanti segni dell’azione dello Spirito Santo nella vita delle famiglie e delle comunità” ha ribadito Papa Francesco.

Legandosi alla seconda riflessione il Papa ha richiamato ai presenti la straordinaria figura di Giorgio La Pira, pozzalese di origine ma oramai patrimonio nazionale.

Che qui riportiamo per intero perché merita di essere ripresa, un orgoglio per la nostra terra iblea.

“Giorgio La Pira aveva pensato al protagonismo delle città, che non hanno il potere di fare le guerre ma che ad esse pagano il prezzo più alto. Così immaginava un sistema di “ponti” tra le città del mondo per creare occasioni di unità e di dialogo. Sull’esempio di La Pira, non manchi al laicato cattolico italiano questa capacità “organizzare la speranza”: la pace e i progetti di buona politica possono rinascere dal basso. Perché non rilanciare, sostenere e moltiplicare gli sforzi per una formazione sociale e politica che parta dai giovani? Perché non condividere la ricchezza dell’insegnamento sociale della Chiesa? Possiamo prevedere luoghi di confronto e di dialogo e favorire sinergie per il bene comune. Se il processo sinodale ci ha allenati al discernimento

comunitario, l’orizzonte del Giubileo ci veda attivi, pellegrini di speranza, per l’Italia di domani. Da discepoli del Risorto, non smettiamo mai di alimentare la fiducia, certi che il tempo è superiore allo spazio e che avviare processi è più saggio di occupare spazi. Questo è il ruolo della Chiesa:

coinvolgere nella speranza, perché senza di essa si amministra il presente ma non si costruisce il futuro” con questo parole il Papa ha concluso il suo discorso ai delegati diocesani.

Papa Francesco giunge – 32 anni dopo Giovanni Paolo II – nel capoluogo giuliano per la conclusione della 50ª Settimana sociale. Prima di ripartire ha celebrato la messa in piazza Unità d’Italia piena di fedeli all’inverosimile.

Giorgio La Pira, Papa Francesco, pozzallo, settimana dei cattolici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


PUBBLICITÀ

Collabora con noi

Vuoi pubblicare un annuncio o effettuare una segnalazione?



Il Domani Ibleo © 2021. Tutti i diritti riservati. Designed by Ideology Creative Studio 

La testata e la linea grafica della testata è stata realizzata da Ariel Garofalo. www.arielgarofalo.com Email: arielgarofalo@gmail.com

Change privacy settings