Modica, ascensori: il segretario Terranova (Cgil) chiede la testa del Commissario dello Iacp

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Il segretario della Camera del Lavoro di Modica risponde in maniera piuttosto piccata alle dichiarazioni del Commissario dello Iacp Paolo Santoro rilasciate al nostro quotidiano on line in risposta ad un documento con cui la Camera del lavoro di Modica aveva posto in evidenza le difficoltà dei condomini del lotto 46 di Treppiedi nord, i quali, a motivo degli ascensori, sistematicamente in panne, si ritrovano spesso in difficoltà, tanto da non poter rincasare.  

Nel lungo documento, che riportiamo per intero, il segretario Terranova in risposta alle accuse mossegli da Santoro leggi qui minaccia di valutare la querela per diffamazione e ne chiede le dimissioni.

Un documento-scrive il segretario Terranova- che, nel rispetto massimo dei ruoli di ciascuno e senza offendere, si è limitato ad evidenziare il fatto che l’edificio, pur fornito di due ascensori, ne ha uno bloccato da quasi due anni, mentre l’altro, dovendosi sobbarcare il carico di lavoro di due ascensori, a dicembre si è rotto e che, dopo quasi 20 giorni di lavori, è stato sistemato, grazie all’intervento dell’Iacp che l’ha sottoposto ad una opera di manutenzione straordinaria. È bene ricordare che la Camera del Lavoro ha dato doverosamente riscontro pubblico a questo fatto, ringraziando il Direttore Di Paolo per il suo impegno. 

Successivamente-prosegue Terranova- la Camera del Lavoro fa fatto rilevare che l’ascensore da poco ripristinato ha presentato, quasi con cadenza settimanale, problemi di malfunzionamento, al punto che il tecnico ha dovuto effettuare in meno di un mese almeno 10 interventi di riparazione. Questo è quanto dichiarato ed è stato inoltre precisato che non era giustificabile e comprensibile che l’altro ascensore, necessitante anch’esso di manutenzione straordinaria, e quindi con costi e riparazione a carico dell’Iacp, sia rimasto ed è fermo ai blocchi da quasi due anni. È stata ed è questa una riflessione legittima che non ha offeso alcuno, almeno in un paese che pensiamo forse abbia ancora una connotazione democratica e dove la rappresentanza politica sia degna di questo.

Ora– sottolinea il segretario della Camera del Lavoro-dopo le incredibili, impulsive e del tutto non obiettive dichiarazioni del Commissario, appare opportuno dire che la qualità della politica e delle istituzioni incarnate dagli uomini la esprime solo ed esclusivamente la capacità di saper dare risposte alle emergenze che si manifestano. E qui non si sono viste finora risposte all’altezza dei problemi, ma è emerso prepotentemente un fatto ormai evidente agli occhi di tutti: la crisi della rappresentanza politica e della scadente qualità della classe dirigente che ci troviamo di fronte in questa fase storica.  Ecco, solo così può essere spiegato il tenore delle dichiarazioni fuori luogo, malfondate, scarne di stile e di sensibilità del Commissario Santoro in ordine alla scelta della Camera del Lavoro di rendere pubblico un problema, a difesa delle persone più indifese

Santoro– continua Terranova- che si trova a svolgere un ruolo di sottogoverno assegnatogli dalla politica e che per tale motivo è a carico dei contribuenti, non riuscendo a risolvere quanto posto all’attenzione pubblica, si è lasciato andare a considerazioni che denotano il livello di consapevolezza politica, sociale e culturale che ne tratteggiano la inadeguata figura politica , non rendendosi conto che per il ruolo che si trova a rivestire dovrebbe attenersi a comportamenti più istituzionali e più degnamente adeguati al contesto. Intervenendo in maniera sgraziata e infamante ha di fatto rilevato la inadeguata caratura del suo comportamento di uomo pubblico, facendo riferimenti irrilevanti rispetto al merito della problematica resa pubblica. 

Il segretario della Camera del Lavoro di Modica prosegue senza mezzi termini nei confronti del Commissario: “Non resta che invitarlo ad alzarsi dalla sedia dove la politica l’ha collocata e venire a conoscere i fatti che ancora sconosce e risolverli se ci riesce, se no se ne torni subito nel suo accogliente paesello. A questo punto non resta che dare seguito ad una riflessione consequenzialmente inappuntabile: la scelta infelice della politica di assegnargli il ruolo di Commissario e invitarla pertanto a riconsiderare tale scelta, per rimettere l’Istituto su un punto di maggiore rispetto democratico dei cittadini, soprattutto di chi non ha avuto meno fortuna nella vita“.

In conclusione Terranova interviene sulla questione delle morosità: “Preme precisare che il recupero della morosità, se c’è, dei condomini non compete alla Camera del lavoro, ma all’Iacp. Se l’istituto non riesce a recuperarla, allora chi dovrebbe fare per primo un dignitoso passo indietro dovrebbe essere il Commissario.Se ne avesse la consapevolezza e la sensibilità politica e sociale

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