Conflitto d’interessi: i 100 parlamentari “smemorati” per il presidente ANAC dovrebbero decadere

Se a livello locale non si registrano reazioni e commenti a quanto pubblicato ieri sui cento parlamentari in conflitto d’interessi fra i quali compare anche il nome del deputato nazionale modicano Nino Minardo, la stessa cosa non si può dire a livello nazionale.
Dura la reazione dell’autorità nazionale anticorruzione: “Chi dichiara il falso in Parlamento” sulle sue attività oppure omette di segnalarle “deve decadere”. Così il presidente dell’Anac Giuseppe Busia interviene dopo l’inchiesta di Repubblica sui cento parlamentari, portatori di “interessi privati” di cui ci siamo occupati anche su Il Domani Ibleo: https://www.ildomanibleo.com/2024/01/29/conflitto-di-interessi-in-politica-anche-lon-minardo-tra-i-100-nomi-segnalati-da-transparency/

L’on.le Nino Minardo è stato tirato in ballo dal quotidiano La Repubblica sostenendo che molti parlamentari hanno delle dimenticanze e non comunicano eventuali partecipazioni a società. Tra i siciliani Minardo non è il solo, ma nell’elenco dei 100 ci sono altri parlamentari isolani.
L’Italia, evidenzia il presidente dell’Anticorruzione, è forse l’unico Paese in Europa a non avere una legge che regolamenti i rapporti tra attività private e ruoli di parlamentare, e questo nonostante le sollecitazioni del Consiglio d’Europa.
I parlamentari hanno l’obbligo di dichiarare ruoli e partecipazioni in aziende, ma per i “smemorati” come i cento che compaiono nella lista, non sono previste sanzioni adeguate, così come avviene in altri Paesi dove si rischia la decadenza dalla carica se si ci dimentica di dichiarare.
Busia nel suo intervento evidenzia come in Italia non esista nemmeno una legge stringente sulla trasparenza nei rapporti tra politica e lobby, per non parlare dei finanziamenti alla politica sui quali servirebbero divieti molto rigidi e per i quali in Italia non esiste nulla di tutto ciò.
La mancanza di chiarezza purtroppo danneggia le istituzioni e la credibilità della politica stessa tra i cittadini sempre più lontani e rassegnati al fatto che chi ricopre una carica istituzionale, spesso non assume le sue decisioni nell’interesse di tutti, senza commistioni con interessi personali.
Intanto aspettiamo una presa di posizione degli interessati a quanto sostenuto da Repubblica ed intorno al dibattito che si è aperto.
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