Elezioni amministrative, anche in provincia di Ragusa la moda delle liste civiche di tutti i colori e di nessun colore

(di Michele Giardina) – Progetto moda che fa tendenza … il prèt à porter. Basta creare un modello che fa impazzire il consumatore veloce per volare sulle ali del successo immediato. Realizzi il modello scelto su larga scala e fai fatturati da capogiro. Funziona così.
Gestire però un business del genere non è affatto facile. Anzi spesso il rischio è dietro l’angolo. Non tutti, infatti, sanno fermarsi al momento giusto, magari dopo avere centrato l’obiettivo un paio di volte.
Ma tutto questo chi ci cunfinfera con la politica … se di questo oggi vogliamo parlare? Ci cunfinfera, ci cunfinfera. Soprattutto con riferimento al fenomeno del cosiddetto civismo. E qui casca l’asino. Idea nobile il civismo o egoistica aggregazione di potere? Questo il busillis.
Oggi, in verità, il trucco di liste civiche eterogenee di tutti i colori e di nessun colore, inventate a sostegno di candidati senza identità politica, o sedicenti tali, va scemando.
E chi lo dice? Lo dicono i risultati delle competizioni elettorali nazionali, regionali e amministrative.
Il modello delle liste civiche ideato a sostegno di un candidato a sindaco, giusto per parlare di elezioni amministrative che vedono impegnati alcuni comuni della nostra provincia, è diventato modello non più di moda, destinato, comunque, a riempire negozi outlet.
Il modello prèt à porter “fumo negli occhi”, che ha fatto impazzire in questi ultimi anni il consumatore, pardon, l’elettore, ha perso attrazione.
Gli elettori hanno scoperto il bluff. Progetto nobile? No. Via via gli elettori hanno capito che si tratta di centri di potere in mano ad un solo uomo al comando con il volto coperto da anonima maschera.
Oggi francamente la politica sta premiando chi sa proporsi con nome e cognome: il mio nome è Peppe Vattalapesca ed appartengo ad un partito che ha questo simbolo, rappresentato da questi dirigenti a livello provinciale, regionale e nazionale. Punto. Niente dubbi, niente equivoci, niente gioco delle tre carte.
Oggi a Palermo e a Roma governa il centrodestra. Così é. All’opposizione tutti gli altri. Così é. Il quadro è chiaro. C’è una maggioranza e c’è un’opposizione. Questa la scelta degli elettori. Da rispettare a nome della libertà di voto. Come succede in tutte le democrazie del mondo.
Nella nostra provincia si vota a Ragusa, Modica, Comiso ed Acate. A Modica, città nobile, bella e di grande cultura, qualcosa di concreto si muove fra i partiti di sinistra, mentre aria di nebulosa incertezza regna ancora fra i partiti di centrodestra o di destra-centro.
Quelli che sanno tutto e quando non sanno inventano, sospettano che il braccio di ferro fra alcuni leader sia destinato a durare a lungo.
Pare però che qualcosa di altro e ben diverso vada muovendosi. C’è chi, infatti, sollecitato da più parti, mette subito le mani avanti con un discorso chiaro e onesto, sostenendo la necessità di avviare prioritariamente un percorso progettuale da fare con chi ci sta.
Percorso caratterizzato da un confronto serio e responsabile sulle cose da fare per il bene della comunità.
Percorso che, alla luce della complicata situazione economico finanziaria dell’Ente, conduca alla definizione di un progetto amministrativo forte ed impegnativo, da intestare a donne e uomini pronti a scommettersi per realizzarlo.
Progetto sostenuto necessariamente dai dirigenti responsabili dei partiti interessati e dalle deputazioni regionali e nazionali.
Queste le idee chiare di chi, prima di impegnarsi, pensa che, consumato questo passaggio fondamentale, diventerebbe sicuramente più agevole procedere subito dopo a scelte limpide sui nomi da scegliere ai quali affidare ruoli di responsabilità per la realizzazione di un importante programma di governo della città da sottoporre alla libera scelta degli elettori.
Michele Giardina
Foto di copertinas tratta dal web
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