Eliminare la legge su Ibla per un’unica norma per i tutti i Comuni Unesco: da Ragusa coro di no

E’ unanime e anche bipartisan il coro di no che in queste ore si è levato da Ragusa dopo la notizia che parte della maggioranza del Governo Schifani sta lavorando per una norma che servirà a dare risorse a tutti i centri inseriti nella lista dei siti UNESCO cancellando, di fatto, la legge speciale su Ragusa Ibla.

Anche il sindaco Peppe Cassì interviene, dopo il deputato regionale Dipasquale e il segretario cittadino del PD e dichiara: “Eliminare la Legge Speciale su Ibla, come quella per Ortigia e Agrigento, a favore di un’unica norma di finanziamento per tutti i Comuni Unesco, è un errore perché non considera le specificità dei territori e gli obiettivi mirati delle leggi speciali che, come nel caso della 61/81, sono di molto antecedenti al riconoscimento Unesco”. Ben venga quindi una legge Unesco che sostenga diversi Comuni, ma non a discapito di chi ha dimostrato di saper valorizzare il proprio patrimonio anche nell’interesse di tutta l’isola.”

L’on. Dipasquale aveva già denunciato nei giorni scorsi “l’ennesimo tentativo di scippo ai danni della città di Ragusa”. In Finanziaria regionale sarebbe stata inserita una norma che stanzierebbe 20 milioni di euro da dividere per le 13 città che hanno avuto il riconoscimento UNESCO, che impedirebbe, di fatto, ad Ibla di attingere alle riserve destinate ai Comuni siciliani.
In passato, lo ricordiamo i fondi della legge su Ibla, creatura dell’on. Giorgio Chessari e vecchia 40 anni, arrivavano da finanziamenti ad hoc, mentre da qualche anno i fondi vengono attinti dalle riserve destinate a tutti i Comuni siciliani e da 5 milioni si sono ridotti e 1,5 milioni di euro. Un privilegio che la stessa Anci non vede di buon occhio.
“Se qualcuno a Palermo ha intenzione di toccare la legge speciale su ibla, non per migliorarla, ma per cancellarla, sappia che i ragusani saranno pronti alle barricate”. Così Peppe Calabrese, segretario cittadino del Partito Democratico di Ragusa, alla notizia di una norma che intende superare e cancellare la legge regionale 61/81.

“Questa norma ha permesso di trasformare in meglio il quartiere barocco di Ragusa – spiega Calabrese – e l’on. Abbate, promotore dell’iniziativa che vorrebbe cancellarla, dovrebbe lavorare per creare nuove norme in grado di generare processi virtuosi e non cancellare ciò che già c’è. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano i consiglieri comunali di Ragusa che hanno scelto Abbate e il partito di Cuffaro come propri riferimenti a Palermo. Vorremmo sapere cosa ne pensa il sindaco di Ragusa Cassì che pare proiettato verso un’alleanza elettorale con il partito di Cuffaro pur presentandosi come uno che rinnega i partiti. Avranno il coraggio e la forza di difendere la legge su Ibla contro questa insopportabile ingerenza che cela la volontà precisa di distruggere Ragusa Ibla e quanto di buono è stato fatto in tutti questi anni?”.

“Il Partito Democratico non ci sta – aggiunge Calabrese – e tramite i vertici regionali e i propri rappresentanti all’ARS, cominciando proprio con l’on. Nello Dipasquale, daremo battaglia per rifinanziare la legge su Ibla e assicurare la sua sopravvivenza.

Se l’on. Abbate riesce a promuovere una nuova norma che faccia arrivare altre risorse ai comuni patrimonio dell’Umanità che ben venga. Ma questa non sia la strada per cancellare ciò che esiste già sulla base di antiche rivalità campanilistiche.

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