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Modica: il vice parroco di San Giorgio per benedire la Croce, sale con i piedi sull’altare (Video)

Lettera di una fedele che contesta l’azione del prelato

Pensavamo che dopo la benedizione ad un politico, le monetine gettate in faccia ai fedeli e altri episodi che poco hanno a che fare con la Chiesa, avessimo già visto abbastanza ed invece a quanto pare al peggio non c’è mai fine.

Il video che vi proponiamo c’è stato segnalato da una fedele che ci ha scritto una lettera aperta sull’episodio che riguarda proprio queste immagini…

Il video in questione riguarda la Solenne benedizione con la S. Croce di Nostro Signore Gesù Cristo nella festa dell’esaltazione della S. Croce che è stata celebrata mercoledì nella Parrocchia di San Giorgio Martire.

Nel video compare il nuovo vice parroco Don Rocco Zuppardo che benedice la croce salendo con i piedi sull’altare.

Questa la lettera della fedele che esprime dissenso su questo gesto.

Diciamo che non riusciamo ad aggiungere altro a queste parole che esprimono il rammarico di una fedele che certamente non hai mai visto niente del genere ed in effetti anche per noi queste immagini hanno fatto un certo effetto.

In particolare, concordiamo con un passaggio nella lettera quando si dice che si assiste quasi ad un auto esaltazione.

Ebbene ci sembra che in quest’ultimo periodo i sacerdoti, alcuni ovviamente non tutti hanno male interpretato il loro ruolo, assumendo atteggiamenti che hanno poco a che fare con la fede e molto con il folklore.

Portare una ventata di novità in una parrocchia magari come quella di San Giorgio che per molto anche troppo tempo è stata guidata dallo stesso parroco non vuol dire essere dissacranti.

Certo forse l’esempio di umiltà dovrebbe arrivare dall’alto e questo è quello che accade quando manca una guida che possa dare le indicazioni su come comportarsi nel rispetto del ruolo che si ricopre e dei fedeli.

Certamente la benedizione della Croce si sarebbe potuta fare anche senza salire sull’altare e se qualche parroco ha problemi di altezza gli consigliamo la prossima volta di munirsi di uno sgabello per consentire a tutti di assistere ed evitare questo insolito spettacolo.

Ci aspettiamo comunque una spiegazione che non serve a noi ma a tutti quei fedeli che sono rimasti offesi da questo inusuale gesto.

Benedizione della croce, don rocco zuppardo, modica, Parrocchia San Giorgio

Commenti (12)

  • Don Antonio Stefano Modica

    Magari i laici scrivessero queste cose!
    Immagino solo, riconoscendo la penna di qualcuno, come lo scritto sia di un prete inquieto….
    Povero uomo!

  • Ha ragione l’acuta fedele della Lettera. Un gesto simile non c’è nel Magistero di Benedetto XVI e tanto più nemmeno in quello di papa Francesco. Non c’è d’altronde nel Magistero scritto, predicato e agito dello stesso Vescovo di Noto. Da me personalmente “ripreso”, don Rocco ha svelato di essere stato disorientato dal “magistero” del capo dei portatori di San Giorgio, tal Marco, con cui ho anche parlato per un chiarimento. Il giovane Marco ha confermato dicendomi che era un gesto che si faceva al Venerdì santo (boh!). Don Rocco pertanto ha pensato di essere in continuità con il parroco precedente essendo stato il Marco da sempre suo stretto collaboratore. Don Rocco mi ha chiesto perdono sostenendo che non capiterà mai più… tutti siamo tenuti a perdonare, e non giudicare secondo l’ammonimento di Gesù: “come giudichi la pagliuzza del fratello tu che hai travi nel tuo occhio”?

  • Don Rocco Zuppardo é un degno e credibile portavoce del messaggio cristiano e del valore essenziale della Carità e della testimonianza. Ce ne fossero, di questi giovani sacerdoti semplici, ma profondi nello spirito e preparati nella dottrina

  • Don Crescenzio Mucia

    Conosco don Rocco, insieme abbiamo condiviso gli anni della formazione, credo quindi di poter dire in coscienza che lui non ha alcuna velleità di equivocare i segni della liturgia per manifestare chissà cosa. Da giovane prete mi rincresce che sia potuto accadere questo episodio, dove l’ingenuità buona di un novello messa a servizio di una esperienza parrocchiale è stata condannata ed esposta al pubblico ludibrio. I fatti sono fatti, ma le interpretazioni pretestuose sono veleno puro, queste ultime dovremmo condannare e dunque evitare del tutto!

  • tutti questi puritani la smettessero di criticare un gesto puramente spirituale che diffido dal credere che la lettera sia stata scritta da una fedele che tanto fedele non appare.Andate in chiesa solo per pregare in contrita umiltà.

  • Mi dispiace immensamente che il giovane confratello, tra l’altro fratello di ordinazione, sia incappato in questa triste vicenda mediatica. È vero, la visione di una tale scena forse non è proprio al passo con i tempi, ma per “onorare” una “tradizione” che ci costringe al “si è fatto sempre così”, a volte prestiamo il fianco a interpretazioni (forse superate e distorte) della fede. Vuoi per l’inesperienza, vuoi per l’esuberanza degli anni giovanili, a volte qualche leggerezza può capitare.
    Ma ciò che più mi desta inquietudine, non è l’atteggiamento (forse sbagliato) del confratello, quanto la fede un po’ ambigua di certi fedeli. Proprio ieri il libro dei Proverbi ci ricordava: “Non tramare il male contro il tuo prossimo,
    mentre egli dimora fiducioso presso di te”.
    Ciò che mi fa più paura è l’atteggiamento di questa tal “fedele”, che certamente matura nella fede, forse non ha maturato altrettanto nella carità. Premesso che questo possa accadere, stando all’Apostolo Giacomo che parla di fede morta senza carità. Mi rattrista pensare che una fedele, non abbia il coraggio di far notare gli errori al proprio parroco nella carità per costruire la comunità, e invece trova il coraggio di consegnarlo alla gogna mediatica. Dovremmo dimorare reciprocamente fiduciosi presso la casa del Signore, e invece siamo arrivati al punto di sospettare persino di chi ci sta accanto.
    Umilmente mi chiedo: agisce rettamente questa tal “fedele” che stra ama Dio che non vede, venerando in maniera spropositata il santo altare che rappresenta Cristo, quando non ama il giovane fratello che vede, nel quale dimora lo Spirito di Dio stesso?
    Certamente il confratello sacerdote ci penserà due volte prima di ossequiare certe “tradizioni”… Ma la signora “fedele” non so se riuscirà a fare il passaggio di qualità da un cristianesimo “cattolico se pur conciliare, fatto da slogan” a un cristianesimo cristiano fatto di opere.
    Buona cammino di conversione alla Chiesa tutta, Popolo di Dio.

    Ps. Un consiglio che ci farebbe bene a tutti:
    “La natura ha posto davanti alla lingua come due porte, cioè i denti e le labbra, per indicare che la parola non deve uscire se non con grande cautela.“ Antonio di Padova

    Con affetto.

  • non può che essere riprovevole la fedele o il fedele che abbia voluto lapidare con il video il gesto religioso del giovane prete, oramai con questi dispositivi ultramoderni i relativi possessori sono diventati maniacali, infatti in tutte le feste religiose e non, si nota che non si fa altro che fotografare, filmare , anche le cose inutile , le più disparate , è l’uso improprio che ci danneggia, poteva fare anche un selfie , come si usa, ma compariva il proprio volto!!! ovviamente non è che sempre bisogna preservare la tradizione , occorre avere discernimento per evitare di incappare in tali situazioni e discernere dai suggeritori che a loro volta non sono che fedeli e non presbiteri…..dispiace che un giovane sacerdote debba essere menzionato e additato, se la poteva evitare chi ha fatto il video, e in questo caso non può che essere definito ” idolatra” di cellulare.

  • Ci sono tante cose che non ho capito di questa storia. Tra le altre, perché alla reprimenda dell’anonima fedele si unisca quella di chi, per ruolo, dovrebbe descrivere più che valutare i fatti. Tant’è.
    Fra quelle che ho capito, invece, otre a quelle di natura mistica, ci sono quelle che si colgono da queste due proposizioni:
    “[1] Portare una ventata di novità in una parrocchia magari come quella di San Giorgio che per molto anche troppo tempo è stata guidata dallo stesso parroco non vuol dire essere dissacranti.

    [2]Certo forse l’esempio di umiltà dovrebbe arrivare dall’alto e questo è quello che accade quando manca una guida che possa dare le indicazioni su come comportarsi nel rispetto del ruolo che si ricopre e dei fedeli.”

    Intelligentibus pauca…. Appunto!

  • Scusate, avrei bisogno di un chiarimento. Il parroco ha agito in questo modo perché gli è stato riferito che “si è sempre fatto così”. E così, dunque, ha fatto. Questo significa che tale modalità, tale gesto, si è già ripetuto negli anni senza destare alcuno scandalo, evidentemente. Perché adesso tanta indignazione e nel passato no? Grazie

  • Conosco don Rocco da quando è stato inviato a Modica a svolgere il suo servizio nella comunità di parrocchie Madonna delle Grazie – S. Anna. Si è da subito distinto per le sue belle caratteristiche: umiltà, rispetto, amorevolezza e gentilezza, aspetti tutti, arricchiti da uno stile di vita sobrio e genuino, che fanno di don Rocco un bravissimo e apprezzato sacerdote. Giusto per riprendere l’espressione della fedele che ha segnalato l’episodio, trovo gravemente “increscioso” l’atto con cui, con deplorevole leggerezza, ha divulgato un gesto che certamente don Rocco non ha compiuto per “auto esaltazione”. Provo tanto dispiacere di fronte a comportamenti come questo messi in atto da persone che, in maniera irriguardosa, altro non fanno che offendere la dignità e l’onorabilità di un sacerdote.

  • si rimane dubbiosi, c’e qualcosa che non quadra, poi mi chiedo perché è stato dato risalto ad una lettera anonima? la finalità è di mettere in discredito il sacerdote , ma dall’articolo mi pare che si vogliano mettere in cattiva luce i giovani preti..”Pensavamo che dopo la benedizione ad un politico,… le monetine gettate in faccia ai fedeli e altri episodi che poco hanno a che fare con la Chiesa, avessimo già visto abbastanza ed invece a quanto pare al peggio non c’è mai fine.Ebbene ci sembra che in quest’ultimo periodo i sacerdoti, alcuni ovviamente non tutti hanno male interpretato il loro ruolo, assumendo atteggiamenti che hanno poco a che fare con la fede e molto con il folklore.” Si imputa ai nuovi sacerdoti l’aspetto folkloristico che prevale sull’aspetto religioso, in realtà è vero il contrario in quanto l’interiorità religiosa li spinge a donare agli altri , che poi alcuni si ergono a censori dando una propria lettura. Ma nelle processioni religiose dei Santi Patroni non c’è folklore frammisto a religiosità? Inoltre è interessante sottolineare questo passaggio “..i fedeli presenti che hanno assistito a questo scempio perché non sono intervenuti..” , si evince la fedele non era presente altrimenti sarebbe intervenuta a vietare questo scempio,e allora il video da dove salta fuori se la fedele non era presente? da un altra fedele colpita dallo scempio? Traspare una velata critica che vengono consacrati giovani preti che non hanno avuto una adeguata preparazione per affrontare il ministero sacerdotale e di conseguenza il Vescovo…..

  • Invito la fedele a trovare visibilità altrove! Se da un lato la liturgia non prevede che un parroco salga su un altare per impartire una benedizione, tantomeno non è previsto l’utilizzo di uno smartphone durante un momento forte e di accostamento personale quale l’adorazione. Le scuse di Don Rocco sono arrivate giuste e puntuali. Spero che altrettanto faccia il mittente della lettera.

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